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Domenica, 28 Novembre 2021
Salute

In Campania oltre 21.400 persone affette da cirrosi epatica: crescono gli epatocarcinomi

Corso di aggiornamento “L’epatologia nel terzo millennio”. In Campania Rete Epatologica efficiente ed efficace. “No alla migrazione sanitaria in altre regioni”

In Campania oltre 21.400 soggetti sono affetti da cirrosi epatica e si registra un numero sempre crescente di epatocarcinoma con 1099 nuovi casi nel 2020. Il prezzo sociale ed economico corrisposto a tale emergenza è ancora troppo alto: 1800 decessi ogni anno per cirrosi epatica e/o tumore al fegato e 73 milioni di euro spesi per la gestione (dati regionali – studio real world).

Di questo e molto altro si discuterà nell’ambito della nona edizione del Corso di aggiornamento organizzato dall’ Unità Operativa di Epatologia dell’Ospedale Evangelico Betania e coordinato dal dottor Ernesto Claar, che si terrà il 26 ed il 27 novembre presso l’Ordine dei Medici di Napoli.

Il crescente bisogno di risposte concrete per i pazienti ha favorito in Campania la creazione di percorsi di rete integrati, riuscendo a far sì che gli specialisti lavorassero sinergicamente tra le diverse realtà per garantire l’appropriatezza delle cure.

“Considerati i numeri della malattia - precisa il dottor Ernesto Claar, responsabile dell’Unità Operativa di Epatologia dell’ Ospedale Evangelico Betania di Napoli ed espressione del Network Epatologico dell’ ASL Na 1 Centro - la strada per garantire l’adeguato percorso assistenziale al paziente epatopatico, anche attraverso la prenotazione “facilitata” ai vari step assistenziali (visite specialistiche, esami di laboratorio, radiologia, fibroscan, terapie antivirali, chirurgia epatobiliare, fino al trapianto di fegato) è ancora in salita, ma tantissimo è stato fatto”.

Prevenire le fasi più avanzate della malattia di fegato riduce costi diretti (farmaceutica e ricoveri) e costi indiretti (perdita di giornate lavorative, impegno dei caregiver). Le evidenze scientifiche dimostrano chiaramente che dopo il primo anno dalla diagnosi, una cirrosi epatica, correttamente gestita, rimane in fase di “compenso” in più del 50% dei casi per i successivi 7 anni.

Il lavoro di pianificazione sanitaria messo in essere dal governo della Regione Campania sta producendo risultati soddisfacenti sia in termini di miglioramento assistenziale sia in termini di fiducia dell’utenza “i dati documentano la progressiva riduzione della migrazione extraregionale per le cure ad alta complessità e ci attendiamo un crescente sviluppo di tali percorsi”, afferma il dottor Pietro Buono, dirigente in staff alla Direzione Generale per la Tutela della Salute dell’assessorato Regione Campania.

La Campania è già la regione più virtuosa d’Italia in termini di terapie erogate/popolazione per il trattamento dell’epatite C e allo stesso obiettivo si sta lavorando per la cura dell’epatocarcinoma, attraverso l’ottemperanza del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regolato dalla Rete Oncologica Campana per questo il dottor Ugo Trama, dirigente UOD del Farmaco e Dispositivi della Regione Campania, definisce “la rete epatologica efficiente ed efficace. Stiamo riuscendo a creare una organizzazione per i trapianti di fegato sempre più efficiente, incrementando la fiducia dei cittadini e riducendo la migrazione sanitaria”.

L’impegno sulla cura dell’HCV, in Campania, continua ad essere massimo e la recente attivazione dello screening sperimentale, garantito dal Ministero della Salute con fondi ad hoc, per la fascia di età 1969-1989 - spiega il dottor Angelo D’Argenzio, responsabile UOD Prevenzione e Igiene Sanitaria della Regione Campania - sarà determinante per l’obiettivo eradicazione fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; la macchina organizzativa e gestionale messa in piedi per la pandemia Covid e la cura dell’HCV ci ha consentito di sviluppare sistemi informativi efficaci in grado di raccogliere ed elaborare, con semplicità, dati validati e potrà essere, in breve, adottato per altre patologie.

“L’epatologia - prosegue Claar - nell’ultimo decennio ha avuto rilevante sviluppo in termini di innovazione. Il progresso scientifico e tecnologico mette a disposizione dello specialista epatologo un numero sempre crescente di opportunità diagnostiche e terapeutiche in grado di garantire risposta a tutti i malati di fegato residenti in Regione Campania evitando di ricorrere alla migrazione extraregionale”.

“Per fronteggiare i bisogni di assistenza - aggiunge la dottoressa Maria Rosaria Romano, dirigente UOD Assistenza Ospedaliera della Regione Campania - si è costituita in Campania una rete di medici specialisti, di medicina generale, istituzioni e associazioni di pazienti che collaborano ai tavoli tecnici regionali assicurando il costante monitoraggio delle esigenze assistenziali nei contesti reali lo scrupoloso rispetto dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali”. “Si sta lavorando - aggiunge la dottoressa Pina Tommasielli, referente Assistenza Sanitaria Territoriale - al progressivo trasferimento delle competenze diagnostiche e terapeutiche dallo specialista epatologo alla medicina del territorio”.

“Si è radicata, in Regione Campania, la consapevolezza - sottolinea il dottor Bruno Zuccarelli, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Napoli e Provincia - che la formazione del personale sanitario territoriale, il recepimento e la contestualizzazione delle Linee Guida, insieme allo sviluppo della telemedicina potranno prevenire il ritardo nel riferimento del paziente allo specialista; uniformità diagnostica, terapeutica e di follow up; scelta condivisa di trattamento per ciascun paziente; sensibilizzazione ed informazione del paziente e dei suoi familiari/caregiver sui fattori di rischio modificabili”.

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