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Martina Attilli

Martina Attilli

Cos’è la Cherofobia, l’inedito cantato da Martina Attilli a X Factor

“Il soggetto cherofobico ha paura di perdere ciò che lo ha reso felice. Per non soffrire e rimpiangere ciò che ha perso, si preclude la possibilità di vivere esperienze ed emozioni positive”. L’intervista alla psicologa Carmen Cuozzo

Un’eliminazione inaspettata, quella di Martina Attilli, la giovanissima cantante della categoria Under Donne di Manuel Agnelli a X Factor12. L’eliminazione è arrivata con grande sorpresa, senza passare per il ballottaggio, al termine della prima manche, in cui i concorrenti hanno cantato brani scelti da loro. Martina ha interpretato il testo “The Climb” di Miley Cirus: i risultati vocali “disastrosi” hanno suscitato forti critiche da parte di Fedez e decretato la sua uscita definitiva dal programma. Nessuno si aspettava una performance di questo tipo, come nessuno si aspettava che venisse eliminata proprio in semifinale. Martina, 17enne romana, aveva conquistato sin da subito pubblico e giuria con il suo fantastico inedito “Cherofobia” (dal greco “paura di essere felici”). Il testo trae ispirazione dall’incontro, avvenuto in ospedale quando Martina doveva sottoporsi a un’operazione al piede, con un ragazzo che non riusciva a manifestare i suoi sentimenti, forse proprio per la “Cherofobia”. Una forma di ansia che ti preclude la possibilità di vivere esperienze ed emozioni positive. Ma come si può avere paura di essere felici? NapoliToday ha intervistato la dott.ssa Carmen Cuozzo, psicologa esperta in terapia familiare e sistemico-relazionale, per capire qualcosa in più su questa paura che colpisce soprano gli adolescenti.

Dott.ssa, cos’è la Cherofobia?

"Cherofobia è un termine coniato da poco, e sta ad indicare la “paura di essere felici”. Naturalmente con ciò non si vuole dire che tale fobia prima non esisteva, ma, semplicemente, che prima si dava meno importanza a certi disagi che caratterizzano, soprattutto, l’età giovanile. La paura è la risposta emotiva che noi tendiamo a mettere in atto di fronte ad una minaccia imminente che può essere reale o solo percepita; e l’ansia, che accompagna qualsiasi tipo di fobia, è la risposta anticipatoria ad una minaccia futura. Paura ed ansia, dunque, si accompagnano a braccetto e sono frequentemente precedute da comportamenti prudenti o di evitamento. In altri termini il soggetto fa di tutto per evitare quelle situazioni, cose o persone, che gli fanno paura, che gli creano ansia. Ma si può aver paura della felicità? In realtà possiamo dire che, più che paura di essa, il soggetto ha paura di perdere ciò che lo ha reso felice e di ritrovarsi nuovamente in uno stato di infelicità. Per questo motivo, per non soffrire e rimpiangere ciò che ha perso, si costringe a vivere una vita poco stimolante, privandosi di tutte quelle possibili esperienze che lo possano rendere nuovamente felice. Pertanto la paura si riferisce al senso di impotenza e di incapacità che il soggetto sente quando non riesce a mantenere a lungo uno stato sereno e felice”.

La Cherofobia è un disturbo mentale?

“La Cherofobia non rientra tra i disturbi i mentali del DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), in quanto non va considerata come tale. Essa è più che altro una forma di disagio che la persona può trovarsi a vivere nel corso della sua vita, a seguito di diverse esperienze familiari e relazionali. Una persona che ha vissuto momenti di felicità seguiti, subito dopo, da momenti tristi, o che, al contrario, non si è mai concessa la possibilità di essere felice avendo come modello l’esperienze negative della sua storia familiare, facendo, dunque, proprio quel mandato di infelicità trasmessogli dalle generazioni precedenti. E’ una persona che tenderà in tutti i modi ad auto-sabotarsi per evitare tutto quello che può renderla serena. Mantenere lo status quo delle cose, evitare il cambiamento è ciò che rassicura. Ogni novità spaventa. E’ come un salto nel vuoto in cui non sai cosa potrà accadere, in cui bisogna affidarsi e lasciarsi andare senza “se” e senza “ma”. Mi viene in mente, a tal proposito, proprio un verso della canzone in questione: “ma quando ogni cosa va come dovrebbe andare penso di non potercela fare”. Ecco è proprio il senso di fallimento, la paura che le cose non vadano come dovrebbero andare che ci blocca e ci impedisce di vivere ogni cosa fino in fondo”.

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