Martedì, 15 Giugno 2021

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Centro disturbi alimentari, l'Asl: "Mai pensato a ridimensionamento"

Dopo le proteste delle pazienti della struttura di Soccavo, la replica del direttore della Salute mentale Fedele Maurano. Il progetto del Centro semiresidenziale finanziato con 300mila euro e mai realizzato: "Rallentati dalla pandemia, arriverà presto"

Fiore all'occhiello fino a pochi mesi fa, oggi una polveriera, teatro di scontro tra pazienti e Asl Napoli 1. La storia del Centro per i disturbi alimentari di Soccavo è cambiata a novembre 2020, quando con una delibera interna si prospettava una rimodulazione della struttura che da esclusiva per pazienti affetti da patologie come l'anoressia, la bulimia e binge, sarebbe stata aperta anche a chi soffre di altri disturbi afferenti alla Salute mentale. Una decisione che, unita al trasferimento di due pisoterapeuti, è stata letta dai pazienti come un ridimensionamento del servizio.

In una videointervista rilasciata a Napolitoday, il direttore del dipartimento, Fedele Maurano, spiega la  versione sua e dell'azienda: "Non abbiamo mai pensato a chiudere o ridimensionare il Centro di via Adriano. In quell famosa delibera, ipotizzavamo di potenziarlo per creare una rete sul territorio in grado di trattare anche altri tipi di disturbi, per i quali c'è stata un'impennata durante la pandemia. Registrate le proteste delle pazienti, però, quella delibera è stata sospesa in attesa di ulteriori valutazioni e non si andati più avanti". 

Le ragazze e le donne che frequentano la struttura i Soccavo hanno segnalato la riduzione del personale, con il passaggio da quattro a due psicoterapeuti: "I due psicologi hanno chiesto il trasferimento per motivi personali - prosegue Maurano - A quel punto, ho proposto due soluzioni alternative: la prima è la possibilità di accedere alla vicina Scuola di psicologia; la seconda è stata l'implementazione del personale con due operatori part time".

Per il direttore della Salute mentale, il passaggio tra due unità lavorative full time a due a tempo parziale non è necessariamente sintomo di una contrazione dell'assistenza: "Io devo portare i risultati, non è una questione aritmetica. C'è anche la possibilità di ottenere di più con questa formula". A proposito di risultati, sono state le stesse pazienti a denunciare la contrazione delle sedute di psicoterapia, passate da una ogni 7-10 giorni a una ogni 15-20: "Dalle relazioni fornite dai responsabili del Centro non mi risulta - precisa Maurano - ma sto indagando per dare risposte anche su questo. Io ho enorme rispetto per le sofferenze che vivono queste persone e non vorrei che qualcuno stesse strumentalizzando il loro dolore per scopi personali". 

Resta, però, sul tavolo il tema della trasformazione del Centro di Soccavo in una struttura semi-residenziale. Una novità attesa da anni dalle pazienti, che avrebbero un posto dove consumare anche il pasto assistiti dagli operatori. Una delibera dell'Asl Napoli 1 del 2017 ha finanziato il progetto con 312mila euro, ma del semi-residenziale non c'è traccia: "Abbiamo speso quei soldi per assumere personale, acquistare arredi e ristrutturare - afferma il direttore - Poi è arrivata la pandemia e ha rallentato tutto, ma abbiamo intenzione di riprendere il progetto". 

Intanto, i soldi di quel finanziamento sono stati spesi e potrebbero volerci ulteriori risorse. Sui tempi c'è un punto interrogativo: "Non so dire quando sarà realizzato, ma credo a breve". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

Video popolari

Centro disturbi alimentari, l'Asl: "Mai pensato a ridimensionamento"

NapoliToday è in caricamento