Calcoli biliari, cosa mangiare e cosa evitare

“Oltre al grande consumo di acqua, bisogna prediligere gli alimenti integrali e i pesci magri, ed evitare gli insaccati, i formaggi e il latte intero”. L'intervista alla dott.ssa Diana De Falco

Dott.ssa Diana De Falco

Dolore acuto alla parte destra dell’addome, attacchi di diarrea, nausea, vomito. Sono alcuni dei sintomi tipici della litiasi della colecisti, una malattia molto frequente che comporta la formazione di calcoli biliari nella cistifellea (o colecisiti). Il ruolo principale di questo organo è raccogliere la bile, sostanza necessaria per favorire la digestione dei lipidi, composta da grassi, sali biliari e bilirubina. Quando il colesterolo o i sali biliari sono in eccesso possono solidificarsi tramite il processo di cristallizzazione, dando origine ai calcoli. In alcuni casi la patologia può rimanere silente (litasi asintomatica), in altri casi può provocare una sintomatologia molto dolorosa (colica biliare) con conseguenze nel tempo anche gravi. A soffrirne è circa il 10-15% degli adulti, in particolare le donne. Tra le cause scatenanti c’è il sovrappeso, il diabete di tipo II, la stipsi, ma anche un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi e povera di fibre. Per prevenire l’insorgenza dei calcoli biliari, ma anche per migliorarne la sintomatologia, è fondamentale seguire una dieta sana ed equilibrata associata ad uno stile di vita sano. Ma quali cibi assumere e quali evitare? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Diana De Falco.

Quali alimenti prediligere?

  • E' fondamentale bere 2 litri di acqua da diluire nell’arco della giornata.
  • Consumare almeno 2 porzioni di frutta e 3 porzioni di verdura di stagione al giorno.
  • Scegliere carni magre, private del grasso visibile; limitare al massimo a due volte alla settimana affettati magri (come affettato di tacchino o pollo), prosciutto, bresaola, sempre privati del grasso visibile.
  • Sì a pesci magri come sogliola, spigola, nasello, etc.
  • Prediligere alimenti integrali in quanto aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo: consiglio di alternare le fonti di carboidrati tra pasta integrale, pasta di grano duro, riso, orzo, farro, grano saraceno.
  • Sì a latte e yogurt parzialmente scremati o formaggi freschi magri come ricotta o fiocchi di latte, caciottina. Per i formaggi stagionati prestare particolare attenzione a quelli ricchi in grassi: una buona abitudine, in questi casi, è il consumo di piccole quantità di Grana Padano DOP. Attenzione a non eccedere nelle quantità: come insaporitore dei primi piatti non più di 5 g al giorno.
  • Come grassi da condimento ok all’olio extra vergine di oliva ben dosato per non eccedere nella quantità (consiglio, per un maggior controllo della dose aggiunta, di avvalersi dell’utilizzo di una misura casalinga come il cucchiaio o cucchiaino).

Quali alimenti evitare?

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  • Carni grasse (specialmente il grasso visibile), carni marinate e salate, affumicate.
  • Insaccati come pancetta, salame, salsiccia, mortadella, etc.
  • Pesci grassi come il salmone, molluschi e crostacei come gamberi e gamberetti, scampi, astice, calamari, seppie, vongole e cozze.
  • Formaggi particolarmente grassi e latte intero.
  • Evitare grassi da condimento come burro, strutto, panna o margarina; salse elaborate da condimento come ketchup, maionese o salse pronte ricche in contenuto di grassi e sale.
  • Ridurre il consumo di sale, prestando particolare attenzione al consumo di alimenti che contengono il cosiddetto sale “nascosto”: estratti o dadi da brodo, alimenti in scatola o salse da condimento.
  • Assolutamente da bandire il junk food, comunemente detto “cibo spazzatura”.
  • No ad alimenti precotti o pronti, in quanto ricchi in grassi, né a dolciumi vari.
  • No a bevande zuccherate o succhi di frutta particolarmente ricchi in fruttosio, né ad alcolici e superalcolici.

È importante, se si è in sovrappeso o soggetti obesi, ridurre il grasso di deposito a livello addominale (grasso viscerale) evitando, però, il fai da te che potrebbe, in seguito a cali ponderali rapidi, peggiorare la situazione in caso di conclamata presenza di calcoli biliari o essere la causa stessa della comparsa della patologia”.

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