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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Salute

Bronchiolite nei bambini, il primario del Santobono: “Temiamo un’esplosione di casi nelle prossime settimane”

“Se compaiono affanno o rientramenti delle costole e il "buchetto" alla gola, indici di una respirazione difficoltosa, è necessario portare subito il piccolo in visita dal pediatra”. L’intervista al Dott. Vincenzo Tipo

Con l’allentamento delle restrizioni anti-Covid, e la ripresa di tutte le attività al chiuso, incluse scuola e lavoro, i virus respiratori rimasti in sordina durante la scorsa stagione, potrebbero diffondersi nei prossimi mesi a livello massimo e con più picchi di contagio. A preoccupare medici e pediatri sono soprattutto il virus influenzale e il virus respiratorio sinciziale (VRS) soprattutto nei lattanti (0-18 mesi). “Mentre negli adulti e nei bambini più grandi il VRS si manifesta con una sintomatologia molto simile al raffreddore - spiega a NapoliToday il Dott. Vincenzo Tipo -, nei più piccoli può portare alla bronchiolite, un’infezione virale dei bronchioli”. Se il virus, responsabile di circa il 5% dei decessi nei bambini sotto i 5 anni, ha visto le infezioni ai minimi storici durante la pandemia in tutti i Paesi, a partire da aprile 2021 ha ripreso la circolazione portando a un crescente aumento di casi. A lanciare l’allarme per una prossima epidemia di bronchioliti tra i più piccoli è il Consiglio Tecnico Scientifico francese e la Società Spagnola di Neonatologia: gli esperti temono il rischio di un aumento di casi soprattutto tra neonati e bambini, soggetti in cui si rischiano complicazioni. Per questo motivo Moderna già è a lavoro con lo studio di un vaccino a valenza tripla: contro il Covid, l'influenza e il virus sinciziale.

Qual è la situazione in Italia e a Napoli? Con quali sintomi si manifesta la bronchiolite nei più piccoli? E quando l’infezione può portare al ricovero in ospedale? Ne abbiamo parlato con il Dott.Vincenzo Tipo, primario del Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli.

Gli esperti, a livello internazionale, temono il rischio di una prossima epidemia di bronchioliti tra neonati e bambini. C’è un collegamento tra questo allarme e l’allentamento delle misure anti-Covid?

“Da più parti stiamo apprendendo di alert lanciati in tal senso. Un recente articolo pubblicato su una importante rivista internazionale ha mostrato l'andamento della infezione influenzale e da VRS (virus della bronchiolite) in Australia. Dall'altra parte del continente hanno già visto l'inverno e, quindi, quello che sarà tra qualche settimana da noi. Parlano di scenari apocalittici con infezioni numericamente più numerose e clinicamente più gravi che nell'immediato passato. Temiamo fortemente una situazione così descritta perchè metterebbe e dura prova il sistema sanitario che sta ancora facendo i conti con la pandemia da Sars-CoV-2. La nostra attuale organizzazione, gli spazi, il personale non riuscirebbe a reggere un così forte impatto. Naturalmente l'allentamento delle misure di isolamento e la ripresa dei contatti interumani (scuole, cinema, teatri, palestre, ecc) portano a una ripresa della circolazione dei virus. Il VRS colpisce adulti e bambini, ma mentre negli adulti e nei bambini più grandi dà una sintomatologia molto simile al raffreddore, nei bambini più piccoli è più preoccupante poiché può portare alla bronchiolite”.

La bassa esposizione al virus della bronchiolite durante l'autunno/inverno scorso, per le misure anti-Covid, potrebbe avere generato un deficit di immunità collettiva nei più piccoli?

“Ovviamente sì. Bisogna tenere presente che ognuno di noi ha due modalità di risposta a un'aggressione esterna da parte dei microrganismi: una risposta immunitaria cellulare "aspecifica" ed una anticorpale "specifica". Il sistema immunitario dei bambini è molto più allenato per la risposta "aspecifica" perchè viene continuamente a contatto con virus e/o batteri che non conosceva prima. Questo lo notiamo anche dal fatto che nei bambini si "ingrossano reattivamente" adenoidi e tonsille (che sono la casa delle cellule della risposta immunitaria). Nello scorso anno, a causa della ridotta circolazione virale, il sistema immunitario dei bambini non si è allenato e, pertanto, si troverà “in affanno" quest'anno. Infatti, già stiamo osservando che i bambini, soprattutto i più piccoli, stanno sviluppando patologie febbrili e da raffreddamento inusuali in questo periodo dell'anno”.

Cos’è la bronchiolite e con quali sintomi si manifesta?

“La bronchiolite è una infezione virale dei bronchioli, la parte terminale delle vie respiratorie. E' generalmente causata dal “virus respiratorio sinciziale” (VRS). Può colpire tutte le fasce di età: negli adulti e nei bambini più grandi si manifesta, come già accennato, come un raffreddore; nei bambini più piccoli (da 0 a 18 mesi) può dare manifestazioni più importanti. Generalmente inizia con una sintomatologia caratterizzata da raffreddore, naso chiuso, tosse. Nella maggior parte dei casi decorre in forma benigna e, con una terapia basata essenzialmente sulla pulizia e la decongestione delle prime vie aeree, guarisce in 3-4 giorni”.

Quando la malattia può portare al ricovero in ospedale?

“La malattia, purtroppo, può avere anche un decorso non favorevole. L'interessamento delle vie respiratorie inferiori può causare difficoltà respiratorie, affanno, inappetenza, colorito pallido. Nella pratica, se la mamma vede comparire affanno o sintomi come rientramenti delle costole e il "buchetto" alla gola, indici di una respirazione difficoltosa, deve subito portare il piccolo in visita dal pediatra. Il medico rileverà la saturazione dell'ossigeno e farà una valutazione clinica. Se il bambino avrà bisogno di ossigenoterapia, sarà ricoverato in ospedale”.

Quali sono le possibili complicanze dell’infezione?

“Le complicanze sono generalmente relative ad un peggioramento delle condizioni respiratorie e alla comparsa di sovrainfezioni batteriche (polmoniti). La comparsa di febbre in un bambino con bronchiolite è sempre un segnale di allarme e deve portare il genitore a consultare il proprio pediatra di riferimento”.

Qual è la situazione in Italia e a Napoli? Nelle ultime settimane sono stati ricoverati bambini con bronchioliti?

“Attualmente c'è una importante circolazione virale tra i bambini e i virus principalmente responsabili sono: rinovirus (raffreddore), rino-entero-virus (raffreddore e diarrea), virus parainfluenzali (febbre anche elevata). Queste sono patologie abbastanza banali che non richiedono terapie antibiotiche ma solo di supporto (farmaci antifebbrili, pulizia delle narici, integratori). Qualche caso di bronchiolite positivo al VRS già lo abbiamo visto, ma l’esplosione di questi casi si avrà con la comparsa del clima freddo, tra dicembre e gennaio”.

Come si può tenere sotto controllo questa infezione?

“Il Covid ci ha fatto conoscere "le mascherine" ed il gel idroalcolico. Usarli spesso e, soprattutto, se in casa ci sono bambini piccoli è una buona norma. Il buon senso vorrebbe che, se ci sono neonati o lattanti, non bisognerebbe avvicinarsi se si è raffreddati o febbricitanti. Inoltre, ancora non è prudente portare i piccoli in luoghi affollati e dove non c'è possibilità di distanziamento. Ma, purtroppo, pochi mette in pratica tali consigli!”.

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