Mercoledì, 23 Giugno 2021
Salute

Betaglucani, cosa sono e perché fanno così bene: risponde la nutrizionista

“Sono polisaccaridi utili per contrastare efficacemente il colesterolo cattivo, rinforzare il sistema immunitario e abbassare i livelli di lipidi nel sangue”. L’intervista alla dott.ssa Miriam Scotto d’Apollonia

Dott.ssa Miriam Scotto d'Apollonia

I betaglucani sono polisaccaridi, cioè zuccheri complessi presenti nelle pareti cellulari dei cereali, dei funghi, dei lieviti e di alcune alghe. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che sono capaci di abbassare i livelli di colesterolo cattivo e agire sul microbiota intestinale rinforzando il sistema immunitario, oltre a stimolare il senso di sazietà. Inoltre, essendo "fibre alimentari" non digeribili dal nostro organismo, sono in grado di rallentare - come hanno dimostrato altri studi - l'assorbimento degli zuccheri dopo il consumo di carboidrati, riducendo l'impatto dei livelli di glucosio nel sangue e abbassando, di conseguenza, i livelli dei lipidi. Di tutti i benefici ce ne parla la dott.ssa, biologa nutrizionista, Miriam Scotto d'Apollonia.

- Dott.ssa, in quali alimenti si trovano i betaglucani?

"I betaglucani sono polisaccaridi, ovvero zuccheri complessi formati da unità ripetitive di D-glucosio. Comunemente chiamati "fibra alimentare", sono presenti soprattutto nella crusca dei chicchi di cereale (orzo e avena, in quantità minore nella segale e nel frumento) e nelle pareti cellulari del lievito del pane e di molti tipi di funghi".

- Quali benefici apportano all'organismo?

"Diversi studi scientifici hanno evidenziato come i betaglucani siano in grado di agire positivamente sullo stato generale di salute nel nostro organismo. Tra i benefici più importanti c'è la riduzione dell'assorbimento di colesterolo a livello intestinale, inibendo anche la sintesi di quest'ultimo nel fegato. Una volta ingeriti, infatti, i betaglucani a contatto con l'acqua, sono in grado di formare una sostanza viscosa che intrappola al suo interno il colesterolo presente negli alimenti limitandone di conseguenza l'assorbimento e aumentandone l'eliminazione con le feci. Inoltre, poiché sono zuccheri non digeribili dagli enzimi del nostro organismo, una volta giunti nel colon vengono prima fermentati dalla flora batterica intestinale che li trasforma in acidi grassi a catena corta, e poi assorbiti, inibendo la sintesi del colesterolo a livello epatico. Altri studi hanno dimostrato anche che questi polisaccaridi sono capaci di rallentare l'assorbimento degli zuccheri dopo il consumo di carboidrati, riducendo l'impatto dei livelli di glucosio nel sangue e abbassando, di conseguenza, i livelli dei lipidi".

- In che modo rinforzano il sistema immunitario?

"Altra funzione importante dei betaglucani riguarda la capacità di migliorare le difese del sistema immunitario: sono in grado di potenziare l'attività di macrofagi, cellule natural killer e di neutrofili, principali protagonisti che intervengono nella risposta immunitaria e che ci proteggono dall'azione di agenti patogeni come virus, batteri e parassiti".

- Qual è la dose giornaliera raccomandata?

"L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha stabilito che la dose giornaliera raccomandata di beta glucani è di 3gr al giorno. Inserendo con regolarità nella nostra dieta alimenti ricchi di beta-glucani, possiamo trarre tutti i benefici fino a qui descritti".

- E' possibile assumerli anche sottoforma di integratori alimentari?

"Se l'alimentazione da sola non è sufficiente a ricoprire il fabbisogno giornaliero di betaglucani, è possibile utilizzare integratori alimentari sia sottoforma di capsule che in polvere. Grande attenzione è rivolta, ultimamente, ai betaglucani presenti nella parete dei funghi, in particolari di quelli considerati "funghi medicinali" come Reishi (Ganoderma lucidum), Shiitake (Lentinula edodes), Maitake (Grifola frondosa). I betaglucani in essi contenuti posseggono una struttura differente, più complessa, che li rende superiori dal punto di vista degli effetti benefici sulla salute rispetto a quelli contenuti nei cibi. Per questo motivo possono essere utilizzati come integratori con funzione preventiva, per ridurre il rischio di sviluppare specifiche patologie".

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