Artrite, quali cibi mangiare e quali evitare

“Tra gli alimenti consigliati ci sono il pesce azzurro, i cereali integrali e i legumi. Da evitare, invece, i formaggi stagionati, i salumi, il burro e la carne rossa”. L’intervista alla dott.ssa Marianna Tommasone

Dott.ssa Marianna Tommasone

L’artrite è un’infiammazione articolare caratterizzata da gonfiore, dolore, rigidità delle articolazioni e arrossamento. Le forme più severe possono deformare le articolazioni, compromettendo la capacità di svolgere anche i gesti quotidiani più semplici. Ad oggi sono state descritte più di 100 tipologie di artrite, che possono colpire persone di ogni età e di entrambi i sessi (anche se una maggior incidenza si riscontra negli anziani e nelle donne). Le più note e comuni forme di artrite sono l’osteoartrite e l’artrite reumatoide. Le meno comuni sono, invece, la fibromialgia, il lupus eritematoso sistemico, la gotta, l'artrite psoriasica, ecc. I sintomi di questa patologia possono essere intermittenti, manifestarsi con diversi gradi di intensità e rimanere latenti anche per anni per poi peggiorare nel tempo. Per questo è importante una diagnosi precoce. Sottoporsi a controlli preventivi, condurre uno stile di vita corretto e avere un’alimentazione sana sono rimedi fondamentali per prevenire l’artrite e preservare la salute delle articolazioni. A sottolineare il ruolo fondamentale della dieta in questa malattia è stata anche l’Anmar (Asssociazione Nazionale Malati Reumatici) che ha lanciato una serie di raccomandazioni proprio sul regime alimentare. L’alimentazione può diminuire lo stato infiammatorio caratteristico dell’artrite reumatoide e ridurre la gravità delle crisi. Ma quali sono i cibi consentiti e non consentiti a tavola a chi è affetto da artrite? NapoliToday lo ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Marianna Tommasone.

Dott.ssa, cosa è l’artrite e con quali sintomi si manifesta?

“L’artrite è un processo infiammatorio cronico che interessa principalmente le articolazioni. Le forme più frequenti di artrite sono: l’osteoatrite, meglio conosciuta come artrosi, caratterizzata da un’alterazione degenerativa della cartilagine articolare, e l’artrite reumatoide a carattere autoimmune. Le manifestazioni tipiche di un’infiammazione articolare sono: dolore, gonfiore, rigidità, arrossamento e senso di calore a livello dell’articolazione interessata, ridotta capacità di movimento, deformazioni articolari soprattutto se colpisce mani e/o piedi, ma anche vertigini, formicolii e cefalea se ad essere interessate sono le vertebre cervicali”.

Quali sono le cause scatenanti?

“Le cause scatenanti dell’artrite non sono ancora completamente note, ma di certo la patogenesi è multifattoriale. Le ricerche condotte finora hanno individuato diversi fattori di rischio responsabili della cascata di eventi che esita nell’infiammazione articolare, come fattori genetici e autoimmuni, sesso, età, sovrappeso/obesità, fumo di sigaretta, fattori alimentari, fattori ormonali e agenti di natura infettiva”.

Quali sono soggetti più a rischio?

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“Sono soprattutto le donne ad esserne colpite. La maggioranza delle diagnosi riguarda la popolazione adulta, in particolare di età compresa tra i 35 e i 50 anni, e le persone sopra i 60 anni. La probabilità di svilupparla è maggiore nei soggetti geneticamente predisposti. Tra le categorie a rischio ci sono anche i soggetti in sovrappeso/obesi. Infatti, l’aumento di peso sovraccarica le articolazioni aumentando la probabilità di infiammarle”.

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