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Domenica, 4 Dicembre 2022
Salute

Apnee notturne? Per risolverle mettete a dieta la lingua grassa

La correlazione è stata dimostrata da un recente studio americano che ha individuato nella perdita di peso la soluzione per le apnee notturne. Ma come dimagrire in maniera sana ed equilibrata? Ecco i consigli della dott.ssa Ester Brucci

Per risolvere il problema delle apnee notturne bisogna mettere a dieta la lingua grassa. Ad aver dimostrato la correlazione tra questo disturbo e un eccesso di grasso sulla lingua è stato un recente studio condotto da un team della Perelman School of Medicine dell'University of Pennsylvania pubblicato sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. Una riduzione del grasso nella lingua ridurrebbe i sintomi dell'apnea ostruttiva del sonno (Osa). Ma cosa è l’apnea notturna? E’ un disturbo che comporta una respirazione che si interrompe e riprende in maniera ripetuta, causando disturbi del sonno. Questa condizione è spesso accompagnata da un forte russare e può aumentare il rischio di ipertensione e ictus. A soffrirne sono circa 12 milioni di italiani, ma solo il 20 % ne è consapevole. Il riconoscimento della lingua grassa come fattore di rischio dell’apnea notturna ha permesso di individuare un nuovo obiettivo terapeutico: per risolvere, anche solo parzialmente, il disturbo, è necessaria una perdita di peso del paziente. Il dimagrimento di un soggetto obeso o in sovrappeso era già ritenuto dagli esperti un trattamento efficace, oggi è chiaro il perché. Ma come perdere peso in maniera sana ed equilibrata? NapoliToday ha chiesto consigli alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Ester Brucci.

"Raccomandazioni dietetiche nei soggetti con lingua grassa:

  • Ridurre il peso del 10% rispetto al peso attuale, aiuta a ridurre l’apnea notturna;
  • Variare il più possibile l’alimentazione per evitare monotonia e carenze nutrizionali;
  • Cenare molto prima del sonno, scegliendo una cena abbastanza leggera con alimenti facilmente digeribili;
  • Preferire alimenti ricchi in fibra o contenenti amidi a lento assorbimento (es: pasta e pane integrali ), poiché riducono l’indice glicemico;
  • Evitare il consumo di bevande alcoliche, soprattutto a cena;
  • Le proteine da consumare devono essere soprattutto di alto valore biologico e variate tra loro, cioè provenienti sia da alimenti di origine animale che vegetale;
  • Ridurre i quantitativi di zuccheri semplici, evitando snack, dolciumi, merendine e bevande zuccherine;
  • Ridurre l’assunzione di acidi grassi saturi, in particolare acidi grassi trans, e cercare di incrementare il consumo di acidi grassi polinsaturi Omega-3;
  • Ridurre l’uso del sale e il consumo di alimenti ricchi in sodio in generale. È importante ridurre quello aggiunto alle pietanze ed evitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità ad esempio salumi come salame, coppa, pancetta, mortadella. Preferire insaccati derivanti da carni di pollo o tacchino, perché contengono il 40% in meno di sodio rispetto a bresaola, prosciutto crudo e speck;
  • Prediligere, come condimenti, olio extravergine di oliva , olio di riso, oli monoseme (soia, girasole, mais, arachidi, etc.), oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi in genere. A causa del loro elevato potere calorico è bene, per,ò controllarne il consumo dosandoli con il cucchiaio;
  • Evitare il consumo di formaggi (o derivati del latte) con molti grassi oppure formaggi ricchi di sale come alcuni molto stagionati; 
  • Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura semplici che aiutano la digestione come: a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, a cartoccio in forno. anziché che la frittura o la cottura in padella;
  • Combattere la sedentarietà (usare le scale anziché l’ascensore, cercare di spostarsi il più possibile a piedi o in bicicletta, portare la spesa a casa con un carrellino anziché con l’automobile, parcheggiare l’auto lontano dalla propria destinazione, in modo da camminare almeno 15-20 minuti, etc.)".

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