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Allarme autismo, i genitori: "Lasciati soli a pagare le cure"

Le famiglie dei bambini chiedono alla Regione Campania di intervenire. Una mamma: "Mia figlio è regredito dopo essere cacciato dal centro

In Campania il sistema sanitario e i servizi sociali non riescono ad aiutare le famiglie con bambini autistici. I genitori restano soli, senza cure e costretti a pagare tutte le spese. Un problema che ha radici economiche, ma anche organizzative, con gli ambiti territoriali che presentano gestioni spesso disastrose. 

In Italia, un bambino ogni 77 soffre di uno spettro autistico e secondo i dati tra vent'anni arriveremo a uno ogni 30. Numeri impressionanti che si scontrano con l'incapacità del Servizio sanitario nazionale di prendersi cura di questi bambini, che diventano ragazzi e poi adulti. 

Questa mattina, 16 aprile, si è tenuto un incontro tra i genitori di ragazzi con spettro autistico e alcuni funzionari della Regione Campania guidati dall'assessore al Bilancio Ettore Cinque e dal presidente della commissione Bilancio Franco Picarone. "Sono mamma di una ragazza autistica - racconta Rosaria - Sono vedova da due anni e mia figlia è stata cacciata dal centro che l'aveva in cura nel momento in cui doveva affrontare il lutto. Ho dovuto sostenere tutte le cure private, l'ho vista regredire. Non si può capire questa sensazione di impotenza se non la si vive". 

Le storie di queste famiglie raccontano di drammi affettivi ed economici: "Mio figlio ha 8 anni - spiega Stefania - e il Centro ci ha messi alla porta sostenendo che non potevano fare più niente per lui. E' regredito molto. Lui non parla, per esprimere quello che prova fa male a se stesso e a noi con morsi, testate. L'assegno di cura mi è stato negato due volte. Paghiamo tutto di tasca nostra. Però, dopo un anno di cure private vedo il mio bambino stare meglio. Allora vuol dire che qualcosa si poteva fare, bisognava solo pagare". 

I motivi per cui i centri rifiutano i pazienti sono diversi. Il primo è che i soldi che la Regione eroga per i servizi socio-assistenziali sono pochissimi: "E' vero c'è un problema di risorse - ammette l'assessore Cinque - ma è un'emergenza nazionale perché i numeri dell'autismo sono in veloce aumento. C'è anche un tema di organizzazione, con un dialogo non ottimale tra enti. I problemi più gravi li riscontriamo quando questi ragazzi compiono 18 anni e dovrebbero passare dall'ambito sanitario a quello sociale". Per Franco Picarone "...bisogna innanzitutto rendere omogeneo il servizio. Non è possibile che alcune Asl restino ancorare al passato mentre altre stanno da tempo utilizzando approcci più moderni. Le risorse non sono più adeguate alla dimensione del fenomeno, è vero, ma è altrettanto vero che ci sono Ambiti territoriali che funzionano male e rallentano anche quelli virtuoso e ciò non è ammissibile". 

Quello di oggi dovrebbe essere solo il primo di una serie di incontri. La Regione Campania assicura che il tema è al centro dell'agenda politica. Solo il tempo potrà aiutare a comprendere se alle parole seguiranno i fatti. 

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