La via della seta: demagogia e scelte sbagliate

La nota inviata a NapoliToday di Domenico Salerno Consigliere e Segretario dell'Istituto Cultura Cinese

"Il Presidente Cinese viene in Europa, prima nel Principato di Monaco dove i due Capi di Stato firmano un accordo commerciale che consegna letteralmente nelle mani della Cina la sicurezza nazionale del piccolo Principato e i suoi dati sensibili. Poi c’è la visita in Italia alla quale segue subito dopo un incontro con Macron e con la Merkel dove Cina, Francia e Germania firmano collaborazioni e contratti commerciali per cifre molto molto significative, con buona pace dell’Unione Europea e degli altri Paesi che sono solo destinati a guardare e subire. In mezzo c’è la visita in Italia e la situazione purtroppo sfocia nel ridicolo. Poco prima della visita del Presidente Cinese il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti va negli Stati Uniti e viene catechizzato sulle cose da fare. Al ritorno in Italia Salvini(ma non era amico di Putin?) si tira fuori dall’accordo con la Cina che il Governo intende firmare. L’accordo che in realtà è poca cosa e non è destinato a modificare in maniera radicale e sostanziale le rispettive importazioni-esportazioni viene firmato e subito dopo Di Maio parte per gli Stati Uniti per non farsi scavalcare da Salvini professando amicizia con il colosso americano che intanto ha di fatto dato inizio ad una vera e propria “Guerra Fredda” commerciale, e non solo, con la Cina. In Parlamento Forza Italia e PD votano a favore della firma dell’accordo, ma Zingaretti appena insediato inizia molto male il suo percorso esplicitando che i rapporti con la Cina devono passare attraverso l’Unione Europea ma soprattutto nel rispetto delle alleanze, leggi Nato e Stati Uniti. Sembra che la sola cosa importante per Zingaretti sia di correre più veloce di Salvini dimenticando che il M5S porta dentro tantissimi ex PD e la vocazione progressista e riformista che dovrebbe avere il partito che rappresenta. Sempre nel PD , Enrico Letta usa lo stesso linguaggio monotono e mai incisivo del Presidente Mattarella e la sola voce, purtroppo, che analizza lucidamente il presente e il futuro è quella di D’alema Il quale dice poche cose ma semplici e condivisibili: “le superpotenze sono due, ma gli Stati Uniti sono minori rispetto alla Cina; il futuro non fa che ipotizzare l’egemonia dei Cinesi e degli Asiatici; l’Italia non può oggettivamente competere con le superpotenze. Potrebbe farlo l’Unione Europea ma i dubbi sono tanti. Allora ben vengano gli accordi commerciali con la Cina nel tentativo di non farsi tagliare fuori dalle linee di traffico internazionali a vantaggio del nord Europa e a discapito del Mediterraneo.

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Cosa potremmo aggiungere: la via della seta è una realtà che investe anche i Paesi Africani e costituirà il futuro commerciale di Europa, Asia e Africa ed è un dato ineluttabile. Impossibile sottovalutare inoltre quanto sia cambiato in negativo il giudizio di tanti Paesi, inclusa l’Italia, nei confronti degli Stati Uniti sia nel sociale che per le relazioni commerciali. L’Italia ha certamente qualcosa da offrire così come una parte dell’Europa: la cultura, le libertà individuali, la democrazia, l’abitudine in tutti i campi alla qualità. Questa offerta potrebbe essere destinata a migliorare le condizioni economiche di Paesi in crisi come l’Italia ed essere fattore migliorativo per la Cina e senza che ciò comporti la cinesizzazione del pianeta. Affidarsi e offrire quanto è nelle peculiari caratteristiche dell’Italia è l’unica strada possibile rispetto alla rincorsa al populismo; oggi è questa la valutazione che emerge dall’analisi storico-economica in termini di prospettiva. E bisogna farlo in fretta prima che siano prese decisioni economicamente irreversibili e che farebbero dell’Italia un Paese di estrema periferia". Scrive in una nota inviata a NapoliToday, Domenico Salerno, Consigliere – Segretario dell'Istituto Cultura Cinese.

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