Politica

L'ex assessore Velardi attacca aspramente il sindaco de Magistris

"Provo un dolore fisico a scrivere di Napoli, ma quando leggo certe notizie non posso farne a meno"

Velardi

Claudio Velardi, ex assessore regionale e comunale, si scaglia sul suo blog contro il sindaco di Napoli criticando aspramente i provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale.

“Provo un dolore fisico a scrivere di Napoli, ma quando leggo certe notizie non posso farne a meno. Potremmo anche farci qualche risata, leggendo di alcune delle misure di mezza estate della giunta De Magistris. Una variante al piano urbanistico che sblocca il grande progetto per il polo fieristico della Mostra, attraverso la realizzazione di una guardiola di vigilanza per assicurare gli accessi e la definizione della strada destinata a migliorare la sicurezza interna (testuale, non scherzo). Un sondaggione web (anche qui, non scherzo) per riformare la Ztl. La raccolta di idee di creativi e non solo su come trasformare l’area
di via Caracciolo
che resterà aperta al traffico. Raccolta di idee di creativi e non solo. Non ci sono parole”.

Velardi punta l’indice anche contro la scelta di sare vita all'interno dell'ex Asilo Filangieri, ad un Centro per le produzioni artistiche" - continua Velardi - che dovrà promuovere "reti anche interregionali di partenariato" e mirare ad "un progetto policentrico piuttosto che a una serie di progetti isolati", avendo come "altri punti qualificanti l'accoglienza dei processi artistici e la loro diffusione nel contesto sociale, l'adozione di strumenti che consentano lo scambio reciproco di conoscenze ed informazioni in merito all'offerta culturale e agli strumenti economici d'intervento adottati ed infine la facilitazione di forme di auto-sostenibilità delle iniziative artistiche prodotte e rappresentate. Parole vuote di ogni significato e prive di qualsiasi aderenza alla realtà. Come indegne dell'amministrazione di una grande città sono le altre misure, messe in fila solo per giustificare l'esistenza di una giunta che si caratterizza per il nulla assoluto, non ha una sola idea sul futuro della città e va dietro alle ubbie di una persona che - purtroppo per lui e per Napoli - temo soffra di seri disturbi della personalità, che gli fanno percepire una realtà che i napoletani, ahiloro, non riescono a vedere". Stiamo parlando, per chi non lo conoscesse, di uno dei più imponenti palazzi d’Europa. Con una superficie di oltre 103mila metri quadri (un quinto dei volumi previsti dal progetto originario) e una facciata di quasi 400 metri, palazzo Fuga avrebbe dovuto accogliere, nella vaga utopia illuminista di Carlo di Borbone, poveri da tutto il regno. Un disegno fallito non solo per intrinseco velleitarismo, ma anche perché nel frattempo l’attenzione di Carlo si era rivolta alla reggia di Caserta. E i fondi per il palazzo vennero meno. Rimase così, dal 1820, un’opera incompleta, abbandonata, e poi adattata a mille usi (nell’illegalità più assoluta) dalla fantasia dei napoletani, nel disinteresse di tutti i governanti. "Ma il punto è che la giunta De Magistris ha pure tirato in ballo Palazzo Fuga, e lì l'indignazione torna prepotente a galla - conclude Velardi -. Perché gli amministratori napoletani e campani - di oggi e di ieri - dovrebbero semplicemente vergognarsi e tacere sul tema, dopo decenni di scelte sciagurate e grotteschi fallimenti".

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