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Tangenti all'Arpac: il giorno della verità di Mastella

E' passato al contrattacco Clemente Mastella che nel corso di una conferenza stampa spiega i suoi perchè. Sarebbe solo una vendetta perchè è stato rieletto, l'ennesimo scandalo giuridico emerso ieri con l'operazione che ha portato all'allontanamento della moglie dalla Regione Campania. Tutti i particolari

Si è svolto stamattina una conferenza stampa presso la sede dell'Udeur a Napoli indetta da Clemente Mastella.

Ad una domanda dei giornalisti sul collegamento tra un consigliere regionale dell'Udeur e il clan dei Casalesi che avrebbe detto secondo le intercettazioni "anche voi avrete la vostra fetta" Mastella ha dichiarato: "Anche se amo i dolci non sono pasticciere e non sono in grado di preparare torte".

"Per quanto mi riguarda uno dei punti centrali e fondanti del mio partito è la lotta alla criminalità su tutto il territorio, io sono vissuto in una provincia dove questo fenomeno non c'era".

"Affronterò il giudizio del tribunale con serenità e determinazione. Una cosa è certa, non posso accettare l'idea di essere a capo di un partito di persone poco perbene, o peggio di una cupola".  "Ogni cosa che ho fatto - ha aggiunto - l'ho fatta nell'ambito della legalità. Non mi sarei mai aspettato, dopo 30 anni di onesta vita parlamentare, di essere descritto come una sorta di plenipotenziario campano".

"Io sono sereno, anzi serenissimo come Venezia. Ho letto gli atti e difendo la mia onorabilità quella della mia famiglia e del mio partito. Per due anni sono stato radiografato da quando ho fatto il ministro della Giustizia. Non accetto che il mio partito venga considerato una associazione a delinquere".

Aggiornato alle ore 15 del 22 ottobre

All'indomani dalla bufera politico - giudiziaria abbattutasi sul leader del Campanile e su sua moglie Sandra Lonardo, costretta all'obbligo di dimora fuori dai confini, l'europarlamentare è passato al contrattacco.

Intervistato oggi da Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Mattino e Libero, Mastella ha già aanticipato la sua linea difensiva. Per il leader di Ceppaloni l'inchiesta della procura di Napoli "é contro tutto e tutti, una vendetta perché sono stato rieletto".

In particolare l'ex ministro della Giustizia respinge le accuse di collusioni con la camorra: "Io non ho mai preso una tangente in vita mia, la camorra è una cosa che non mi appartiene, come cristiano, e ripugna alla mia coscienza".

E sulle raccomandazioni di oltre 600 persone contenute in un file ritrovato in un pc nella sede dell'Arpac: "Un conto è segnalare, altro è essere assunti... all'Arpac non ci sono 600 dipendenti".

Non lascerà la politica Mastella: "Nessuno può immaginare che lasci la politica", ha detto. "Ho la coscienza serena per andare avanti
 la mente alta e la dignità per proseguire rispetto alle 100mila e passa persone che mi hanno votato".
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