Scontro nel Pd per la sfiducia a de Magistris

La base chiede che si tronchi l'esperienza del sindaco di Napoli ma il presidente Mancuso frena

La base del Pd vuole la sfiducia al sindaco de Magistris ma il presidente Paolo Mancuso ci va con i piedi di piombo. È questa, in estrema sintesi, la situazione del dibattito interno al Partito democratico napoletano rispetto al governo della città di Napoli. Un dibattito partito con una lettera sottoscritta da 13 segretari di circolo con la quale si chiede una cesura netta con il sindaco ma che al momento non ha trovato la giusta sponda nei vertici dem napoletani. Un dibattito alimentato sui mezzi di informazione che hanno pubblicato ampi stralci della missiva. È il caso del Corriere del Mezzogiorno che ha rilanciato i punti salienti del documento.

La lettera della base 

“Napoli è mal governata da nove anni, è tra le città meno vivibili d’Italia per qualità della vita e per i servizi ai cittadini. I trasporti pubblici sono allo sbando, il decoro urbano è in uno stato pietoso, i servizi sociali sono azzerati mentre aumentano disoccupazione e criminalità. In consiglio comunale ormai da tempo non esiste più una maggioranza che sostenga il sindaco, e la stessa giunta naviga nel buio non producendo nessun atto deliberativo se non proposte folcloristiche. Nonostante i tanti fondi arrivati negli ultimi anni dal governo è sul baratro del dissesto finanziario, avendo attuato politiche finanziare fallimentari tra cui la mancata messa a reddito dei beni comunali spesso “regalati” ai centri sociali, unici interlocutori del sindaco. Con la crisi della pandemia Covid-19 tutti questi problemi sono stati amplificati, basti pensare che anche il turismo dilagante che era l’unico fiore all’occhiello di questa città se pur non per meriti di questa amministrazione, è allo sbando.

La città deve affrontare una crisi socioeconomica drammatica che rischia di degenerare lasciando ampio spazio alla criminalità organizzata. Napoli non può permettersi un altro anno di non governo e di galleggiamento di una giunta e un consiglio per il solo mantenimento di posizioni personali. Il bene della città deve prevalere. Bisogna provare con ogni mezzo e/o trattativa di mettere termine a questa consiliatura anticipando il voto comunale accorpandolo a quello regionale in autunno, coinvolgendo senza mezze misure e retorica tutte le forze di opposizione presenti in consiglio ed iniziando da subito a fare chiarezza sul ruolo dei nostri consiglieri metropolitani obbligandoli a lasciare ad horas le deleghe loro assegnate. Siamo consapevoli che il percorso non è semplice ma riteniamo che il maggior partito del centro sinistra non possa permettersi posizioni ambigue e attendiste”.

La lettera è stata firmata dai segretari di circolo Giorgio De Francesco (Fuorigrotta), Luca Agrillo (Bagnoli), Nicola Lavorgna (Avvocata), Salvatore Maestrino (Poggioreale), Nino Cavaliere (Vicaria), Tina Licciardiello (San Ferdinando), Gennaro Castiello (Stella), Gaetano Vitelli (Pendino), Davide Varchetta (Castello di Cisterna), Marcello Casalno (Carbonara di Nola), Lido Alfieri (Comiziano), Lina Miele (San Giuseppe Vesuviano).

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La risposta di Mancuso

Il presidente del Pd napoletano, Paolo Mancuso ha risposto con un'intervista al Mattino con la quale prova a placare gli animi. "Che de Magistris non abbia più la maggioranza è tutto da dimostrare, non vedo una volontà concreta nelle altre forze politiche di andare verso la sfiducia. Oltretutto il Pd, dopo le defezioni dei trasformisti, non ha numeri per chiedere sfiducia. Laddove ci fosse l'ipotesi concreta di mandare a casa il sindaco, noi non ci tireremo indietro. Quella delle dimissioni è una soluzione diversa, da valutare con i consiglieri comunali del Pd. Con la nuova dirigenza del partito il rapporto con loro è tornato a essere importante, è stato ricostruito. Bisogna discuterne con loro. Certo noi del Pd non siamo fermi, al di la della sfiducia o meno il Pd sta progettando un'idea di città totalmente diversa da quella degli ultimi 10 anni. Stiamo ricostruendo un rapporto con le tante competenze che l'attuale sindaco ha trascurato e abbandonato ai suoi destini. Un percorso che si è parzialmente interrotto con la clausura dovuta al Covid. Ma presto riprenderemo il lavoro con una conferenza programmatica, perché noi il futuro di Napoli lo vogliamo costruire assieme ai napoletani".

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