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Sabato, 24 Febbraio 2024
Politica

Autonomia differenziata, Nappi (Lega): "Per il Sud un'opportunità, rinunciare al dibattito è criminale"

L'intervista al capogruppo della Lega in consiglio regionale Severino Nappi sul tema politico del momento

Il tema nazionale dell'autonomia differenziata, nelle ultime settimane, sta occupando molto spazio all'interno del dibattito politico di Napoli e Campania. Alle dichiarazioni contrarie del governatore Vincenzo De Luca si sono affiancate quelle (più morbide) del sindaco partenopeo Gaetano Manfredi, nonché una seduta del consiglio comunale particolarmente accesa. Non riscuotendo al Sud, la proposta Calderoli, particolari entusiasmi, abbiamo contattato il capogruppo della Lega in consiglio regionale Severino Nappi per comprendere in questo momento qual è il punto di vista di chi è sia meridionale sia in una delle formazioni politiche promotrici.

Consigliere Nappi, da leghista e da meridionale, cosa pensa dell'autonomia differenziata?
"La mia idea è che questa sia un'opportunità. L'autonomia differenziata presuppone uno sforzo serio. Le disuguaglianze nei diritti e nei servizi si possono superare soltanto riscrivendo le regole in modo equo, e la bozza Calderoli fa proprio questo, straccia le regole del gioco dopo 20 anni di immobilismo. Checché se ne dica, nella bozza Calderoli c'è scritto questo: affermazione dei livelli essenziali come precondizione, e dotazione finanziaria per la loro effettiva entrata in vigore.
Di fronte ad un quadro normativo che afferma finalmente un principio giusto, abbiamo l'interesse di confrontarci con chi magari ha obiettivi diversi rispetto a quelli del nostro territorio e costruire insieme un progetto che va per gradi. Il rischio per il Sud è che si faccia una battaglia di tipo politico, partitico, mentre qui la questione è di latitudine. Non è l'appartenenza ad un partito o l'altro che fa la differenza, è la spesa per il proprio territorio".

Non piace a tutti però, anzi.
"Al di là di episodi come la poveracciopoli in Consiglio comunale a Napoli (il riferimento è al consigliere del Pd Aniello Esposito che ha apostrofato come "vomito" il ministro Calderoli, ndR) si sta trattando il discorso autonomia differenziata come un'arma di distrazione di massa. La si vuole far passare l'autonomia come un subdolo attentato al Sud e ai diritti di 20 milioni di meridionali. L'opinione pubblica diventa vittima di un martellamento unilaterale molto banalizzante. È paradossale, perché si evocano i disastri di oggi per dire che domani le cose andranno male. Ma è oggi che le cose vanno male, e lo fanno ora che nel nostro ordinamento non c'è autonomia differenziata, ma la mediocre classe dirigente del fanfaronismo regionalista alla De Luca".

A quali "disastri" fa riferimento?
"In Campania negli ultimi 8 anni sono stati inanellati una serie di primati negativi. Siamo ultimi in Europa a livello di occupazione. Ultimi per spesa pubblica, per i servizi sociali. Abbiamo l'aspettativa di vita più bassa d'Italia. Lo Svimez ha presentato i dati di una ricerca dai quali emerge che i bambini campani stanno a scuola mediamente 200 ore di meno rispetto a quelli del resto del paese. In pratica in cinque anni perdono un anno. È accettabile tutto questo? È colpa dell'autonomia differenziata?".

Se per il Sud l'autonomia differenziata è un'opportunità perché si sono sollevate così tante voci contrarie?
"Stiamo parlando di un esercito di Valmy che in modo stentato urla su di un argomento che non conosce e del quale non ha neanche studiato i contenuti. Sono voci contrarie perché a loro non conviene che qualcosa vada a contrastare l'inefficienza delle loro amministrazioni, del tutto prigioniere di una macchina burocratica qui ancora più scadente che altrove. Una riforma che mette a nudo le responsabilità di chi oggi fa il cacicco, comodamente seduto nei palazzi del potere, è chiaro che a molti non conviene. Non è un caso che molti tra quelli che oggi osteggiano l'autonomia differenziata prima la proponevano".

A chi si riferisce?
"Alcuni dei critici di oggi sono gli stessi che 20 anni fa hanno costruito l'autonomia con la riforma del Titolo V della Costituzione, che fu voluta e votata dal governo del centrosinistra di Massimo D'Alema. Non può essere una buona cosa o una cattiva cosa a secondo di chi la propone. Per esempio oggi il campione di questo meridionalismo improvvisato ed ipocrita è lo stesso Bonaccini. Parliamo di qualcuno che è stato il firmatario, come presidente della Regione Emilia Romagna, della proposta più ferocemente antimeridionale sul tema della traduzione dell'autonomia differenziata. Ma penso anche a quanto sta strepitando De Luca, la stessa persona che nel 2019, unico presidente delle regioni meridionali, ha firmato una proposta in cui si chiedeva l'autonomia differenziata senza neppure attendere l'approvazione dei Lep".

All'inizio parlava di una "battaglia" che dovrebbe essere di latitudine e non partitica, che intendeva?
"Non dobbiamo restare fuori dal dibattito che costruisce le regole e da quello dello stanziamento delle risorse. Fare questo, restar fuori dal dibattito che può contribuire a dare uno slancio al Mezzogiorno, è un atto secondo me criminale. Se non si fanno proposte è chiaro che la partita verrà giocata altrove, da persone che hanno casacche di ogni partito. È una questione geografica. Come le spiegavo, nella bozza di legge Calderoli c'è una cosa fondamentale, cioè vengono stracciate le regole della partita. Se si continua a trincerarsi dietro al benaltrismo 'ci vogliono tanti soldi che non ci sono per attuare i livelli essenziali delle prestazioni' si commette il consueto errore di chi si ritrae per comodità e dice 'no' senza confrontarsi. Noi abbiamo un'esigenza differente. Se non siamo capaci di contribuire a scrivere queste regole poi dobbiamo assumerci la responsabilità dell'ennesimo fallimento, e non scaricarlo su chi oggi si sta impegnando per provare a cambiare le cose. E lo dico da persona che da tutta la vita combatte per cercare di dare dignità al mio popolo e alla mia terra".

Ma quali sono i tempi perché l'autonomia differenziata si concretizzi?
"C'è certamente un impegno serio da parte del governo, che finora sta rispettando la sua tabella di marcia. I tempi dell'attuazione per ora sono scanditi in modo puntuale da un ministro competente ed equilibrato, la persona cui si deve la legge istitutiva dell'autonomia, la 42 del 2009, che già contieneva sia l'idea dei Lep che del fondo di perequazione nazionale, cioè quello attraverso cui lo Stato concorre laddove la capacità contributiva regionale è insufficiente. Provare a dire "tanto non la fanno" è un gioco banale, io sono convinto che le cose in questo paese si possono fare. Per quanto riguarda i Lep le commissioni tecniche stanno già lavorando quindi la fissazione dei parametri l'avremo. Non c'è l'immobilismo che pensa qualcuno, il risultato è assolutamente possibile. Ripeto, restare fuori da un dibattito reale, che è in corso, e che può contribuire a dare uno slancio al Sud è davvero gravissimo".

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