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Sergio Passariello (Imprese del Sud) : un nuovo patto fiscale per consentire alla sana imprenditoria di continuare a sostenere il sistema produttivo italiano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

L'Italia è davvero uno strano paese, unico al mondo, dichiara Sergio Passariello, responsabile nazionale di Imprese del Sud, associazione nata a difesa della sana piccola e media impresa meridionale, dove fare impresa non è remunerativo perché il guadagno non è necessario e sufficiente a ripagare il costo del capitale, dove conviene di più investire in BTP che fare nel rispetto delle regole e delle leggi, impresa.

I BTP, ricorda Passariello, danno una remunerazione maggiore rispetto ad un normale investimento in una industria italiana.

Infatti nel 2011 il costo del debito è salito dal 5,6% al 6 ed i tassi sui BTP decennali sono passati dal 3,4% a quasi il 5% mentre il rendimento netto del capitale realizzato dalle imprese italiane 5,8% è risultato insufficiente a remunerare il capitale proprio e di terzi (debito) impiegati nel tentativo di fare impresa.

Gli analisti di Mediobanca fotografano,afferma Passariello, in maniera impeccabile, lo stato dell'arte delle imprese nel nostro paese, che ad onor del vero, nel 2011 non è stato certo positivo come non lo sarà il 2012, con fatturati leggermente cresciuti ma non ancora tornati a livelli pre-crisi economica, con utili crollati ed evidente calo dell'occupazione.

Quei coraggiosi imprenditori italiani che vogliono continuare a fare impresa, negli ultimi tre anni, vista la diminuzione del credito bancario, sono stati costretti a finanziare le proprie attività ricorrendo ad emissioni obbligazionarie e debito non bancario.

Infatti molte imprese, ricorda Passariello, sono state costrette ad utilizzare le somme destinate alla tassazione ed all'iva per garantire il pagamento di stipendi e contributi.
L'ultima sentenza del Tribunale Penale di Firenze ne e' la dimostrazione. Il Gip della sez. Penale del tribunale fiorentino ha assolto un imprenditore che era stato costretto a non versare l'iva per non far fallire la propria azienda.
Finanche la Magistratura Penale afferma Passariello si è resa conto che c'è chi evade per vivere nel lusso e chi invece è costretto a delinquere per sopravvivere.

In Italia, ricorda Passariello non c'è impresa che non ha debiti con lo Stato, ed in particolare quelle imprese che hanno lavorato con la pubblica amministrazione pessima pagatrice.

In tempi rapidi, conclude Passariello, dobbiamo azzerare questo enorme gap esistente tra le imprese italiane e quelle straniere, ridando speranza a tutti quegli imprenditori che hanno contratto un debito con lo stato per sopravvivere.

E' infine auspicabile un nuovo patto fiscale che consenta di azzerare le posizioni debitori, consentendo alla sana imprenditoria di continuare a sostenere il sistema produttivo italiano.

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