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Sergio Costa: "No al terzo mandato di De Luca. La destra si vergogna a parlare di autonomia differenziata"

Intervista al vicepresidente della Camere su elezioni europee e regionali: "E' giunto il momento di campo progressista compatto"

No al terzo mandato di De Luca, sì al campo progressista con Pd e Verdi. Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei deputati e pezzo da 90 del Movimento 5 Stelle, avvisa i cittadini: "Queste elezioni europee sono molto importanti per il Sud. Perché dall'Europa dipende l'85 per cento delle scelte dei Governi e perché immaginate cosa potrebbe succedere con l'autonomia differenziata in un'Unione che guarda poco al Sud". Il disegno legge sull'Autonomia non è ancora arrivato in Parlamento e Costa, ospite della redazione di NapoliToday, spiega il perché dal suo punto di vista: "La destra si vergogna di parlarne, infatti nessuno dei loro 45 parlamentari ha proferito parola sul tema. Non è un caso che è stata messa in calendario l'11 giugno, due giorni dopo le elezioni europee". 

Elezioni che influiranno anche sulle regionali di casa nostra, previste tra la fine del 2025 e la primavera del 2026: "I partiti si misurano e, quindi, cambiano i rapporti di forza - aggiunge l'ex ministro dell'Ambiente - Credo sia arrivato il momento di un fronte progressisti composto da Movimento 5 Stelle, Pd, Verdi. Altrimenti, ci scontreremo con un centro-destra, sempre più destra e sempre meno centro, che all'esterno si presenta compatto". Le regionali campane la mina vagante è rappresentata ancora da Vincenzo De Luca, il quale non ha perso le speranze di ritagliarsi lo spazio per un terzo mandato, non previsto dall'attuale legge. "Il Movimento si è dato una regola: non più di due mandati. Se vale per noi, crediamo che debba valere anche per gli altri, a prescindere che si tratti di De Luca o di Zaia". 

Sergio Costa non lo ammetterà mai, ma all'inizio del 2020 era il candidato in pectore di Pd e 5 Stelle per guidare la Regione Campania. Il Covid ha rimescolato le carte e regalato un'altra mano a De Luca. Oggi, quando però alle regionali manca un'era geologica e tutto ancora, la partita del centro-sinistra si gioca sul ticket tra Gaetano Manfredi e Roberto Fico. Costa potrebbe essere l'outsider ma lui non conferma né smentisce: "Io sono pronto a servire il Paese - conclude - Il mio lavoro serve a Roma? Sono pronto. Serve a Napoli? Sono pronto. Non serve? Sono pronto lo stesso". 

Ha collaborato all'intervista Mario Parisi

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