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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Bassolino contro Franceschini "No a lezioncine da chi ha perso"

Un nuovo capitolo della saga Bassolino-Franceschini. Il Presidente della regione Campania si scaglia contro chi dà "lezioncine a persone che hanno sempre vinto", loro che sono persone che hanno anche perduto. Bassolino invoca però unità per elevarsi da partito gruppettaro a grande forza politica

"Quando si viene a Napoli e si invoca la discontinuità, si offende la nostra storia collettiva e la nostra città" e poi "Chi fa il candidato ma anche il segretario di partito dovrebbe cercare di essere il segretario di tutti. Bisogna misurare le parole".

A parlare è Antonio Bassolino che è intervenuto ieri ad un incontro dell mozione Bersani.  Nonostante le critiche l'invito è quello di ritrovare l'unità tipica delle grandi forze politiche che serva al Pd per elevarsi da partito di gruppettari.

"E' necessario dialogare - ha detto - noi e Roma assieme, senza lezioncine a persone che hanno sempre vinto, da persone che hanno anche perduto. Non dobbiamo essere un partito gruppettaro, ma una grande forza politica".

Il dilago con Roma è necessario soprattutto sulla questione del Mezzogiorno: "Qualcuno che viene da Marte  può non conoscere il Mezzogiorno. Ma noi che ci siamo nati, lo conosciamo bene. E' necessario che la questione sia centrale in tutte le mozioni".

 "E' importante - ha spiegato il presidente della Regione Campania - che le regioni meridionali decidono assieme e con il governo sulle grandi opere pubbliche. Ad esempio, il ponte di Messina non è una priorità. Bisogna costruire opere di pubblica utilità e per questo serve un patto per il mezzogiorno".

A chi lo ha accolto fuori dal teatro San Nazzaro di Napoli con uno striscione su cui era scritto "Perseverare è diabolico. Bersani uguale Bassolino" ha risposto: "Io sono io. Sempre. Con la mia storia. Chi vota Bersani, vota Bersani. Non Bassolino".

 Accanto allo striscione un sacchetto delle spazzatura con appeso il cartello: "Se per Napoli vuoi male, vota Bersani uguale Bassolino". Su una panchina nelle vicinanze un altro cartello con su scritto: "Napoli non dimentica: la crisi rifiuti; l'aumento della Tarsu; i depuratori guasti; i processi a carico di Bassolino; i soldi spariti nel nulla; i morti per le strade dissestate; i disastri ambientali; i bilanci in rosso; le bonifiche mai partite".
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