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Salvini: "Il modello Napoli per sconfiggere le mafie in tutto il Paese"

 

"La camorra e la mafia non sono più un problema che riguarda Campania, Sicilia e Calabria. Siamo di fronte a un'emergenza nazionale e per questo motivo è necessario un piano di unità nazionale prima che sia troppo tardi". Comincia così l'intervento di Matteo Salvini al termine del Comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto nella Prefettura di Napoli. 

Un incontro che arriva dopo l'agguato di piazza Nazionale e il ferimento della piccola Noemi che sta tenendo l'Italia con il fiato sospeso. Per il Ministro dell'Interno la repressione non basta e pur senza entrare in dettaglio e nelle modalità di attuazione traccia la linea d'intervento: "Non è solo una questione di uomini, ma servono lavoro, servizi, sanità. Un piano a 360 gradi". 

Il leader della Lega porta con se anche il solito e immancabile ottimismo per i risultati raggiunti: "I crimini a Napoli e provincia sono diminuiti, ci sono meno omicidi, meno rapine. Inoltre, abbiamo liberato i depositi giudiziari e da giugno le forze dell'ordine potranno tornare a sequestrare motorini". 

Non entra nel merito delle polemiche da campagna elettorale, ma sulla vicenda degli striscioni contro la Lega che uomini in divisa si sono presi la briga di rimuovere in diverse città italiane Salvini afferma: "Ribadisco che l'ordine non è arrivato dal ministero. Se la critica è simpatica ben venga. Una limitazione della libertà? Se i questori hanno deciso così avranno avuto buone ragioni". 

All'esterno della Prefettura, a differenza delle precedenti visite, il vicepresidente del consiglio non ha trovato il consueto bagno di folla dei fedelissimi, bensì alcune centinaia di giovani che lo hanno contestato con cori e striscioni. Il corteo è arrivato anche allo scontro con la polizia e un funzionario è rimasto ferito. 

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