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V Municipalità, l'intervista al candidato presidente Pace: "Cultura e verde le grandi ricchezze del territorio collinare"

"Vogliamo un quartiere in cui non ci si senta esclusi dall'offerta delle istituzioni", spiega il candidato presidente per la coalizione che sostiene Alessandra Clemente

Non solo per l’elezione del nuovo sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale. A Napoli domenica 3 e lunedì 4 ottobre si voterà anche per l’elezione dei nuovi presidenti municipali e per il rinnovo dei consigli. Alla V Municipalità Arenella Vomero, tra le candidate e i candidati in corsa per la successione del presidente uscente Paolo De Luca, c’è Salvatore Pace, consigliere comunale uscente e candidato presidente per la coalizione che sostiene Alessandra Clemente, che ha risposto alle nostre domande: 

Come è maturata la decisione di candidarsi alla Presidenza della V Municipalità?

"È stata una decisione che ho preso insieme al mio gruppo di Dema, in quanto riteniamo che le municipalità abbiano grosse potenzialità di governo e per questo c'è bisogno non solo di conoscenza del territorio, ma anche di competenze amministrative e di rapporti istituzionali. Dopo 10 anni di consiliatura comunale e 5 al Consiglio Metropolitano, in cui mi sono occupato soprattutto di biodiversità e ambiente e di cui sono stato vicesindaco per due anni, abbiamo ritenuto che la mia presenza sul territorio dove sono nato e dove per 20 anni sono stato preside presso il liceo Pansini, facessero di me il profilo adatto da proporre agli elettori".

Da cosa deve ripartire, a suo parere, il territorio della V Municipalità e cosa, invece, cambierebbe nel caso in cui fosse eletto Presidente.

"Bisogna sicuramente partire dalla qualità della vita e dalla percezione del benessere. Usciamo da anni duri prima di crisi economica internazionale e poi di Covid, caratterizzati da tagli spaventosi agli enti locali, che hanno messo in crisi l'erogazione anche di servizi necessari. La città ha resistito facendo soprattutto ricorso ai fondi Europei, ma era ovvio che il taglio al personale comunale, passato dai 20.000 dell'epoca di Bassolino ai 4500 di oggi, avrebbe reso assolutamente complicata l'erogazione di servizi quali la manutenzione del verde o il funzionamento degli sportelli delle anagrafi municipali. La Municipalità è infatti l'anello di congiunzione tra Stato e cittadini e sta a lei prioritariamente occuparsi delle fasce sociali e dei cittadini più fragili e necessitanti che lo Stato si assuma le sue responsabilità. In questa situazione, gli anziani sono quelli che soffrono di più e che hanno più bisogno di cure e di attenzione: vanno offerti servizi mirati e calibrati, in cui sia possibile trovare bagni pubblici sul proprio cammino, assistenza di prossimità, un quartiere in cui non ci si senta esclusi dall'offerta delle istituzioni. Parimenti, essendo il polo scolastico più consistente della Regione Campania, il Vomero e l'Arenella hanno l'esigenza di offrire servizi di accompagnamento ai numerosi studenti (molti dei quali provenienti anche da altri quartieri) che consentano loro di avere spazi di studio, di intrattenimento culturale e di coltivazione dei propri interessi culturali e di crescita. Sul piano della visione della crescita del territorio, bisogna ripartire dalla tutela del lavoro, penso soprattutto al commercio e al settore dell'offerta culturale di qualità. La crisi ha colpito duramente e ha consentito infiltrarsi imprenditoria non sempre trasparente, che spesso ha preso il posto degli imprenditori storici del quartiere. La Municipalità 5 costituisce un territorio con due grandi ricchezze: cultura e verde, ma  purtroppo, quest'ultimo non è ben fruibile dai cittadini. Bisogna recuperare spazi quali i valloni che scendono da via Cilea e via Omodeo verso Soccavo, quelli adiacenti alle pedamentine, potenziare il verde dell'area del Parco dei Camaldoli in collaborazione con le altre municipalità interessate".

Negli ultimi anni si è molto discusso del ruolo delle Municipalità a Napoli: cosa ritiene debba cambiare in futuro?

"Così come sono, le Municipalità non sono funzionali. Il discorso non riguarda solo la mancanza di autonomia finanziaria, ma la loro territorialità (ad esempio la 5 è abbastanza omogenea, ma la 3 è un delirio). Vanno poi ripensate le competenze di autonomia funzionale e gestionale anche in chiave di Città Metropolitana, soprattutto per i territori municipali che hanno un'integrazione ed un'osmosi molto profonde con i Comuni vicini".

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