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Rifiuti, Iervolino in conferenza: "Responsabilità mia? Una barzelletta"

Sindaco e Giunta al completo. "Il nostro obiettivo non è cercare un capro espiatorio, ma uscire da questa crisi. Le polemiche non mi interessano". Il primo cittadino deluso dalla mancata solidarietà delle altre province

La migliore difesa è l'attacco, e così il primo cittadino di Napoli Rosa Russo Iervolino convoca una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni su questa nuova ondata di emergenza rifiuti che sta attanagliando la città in questi giorni. C'è la Giunta è al completo al fianco del Sindaco. Tutti gli Assessori presenti, ma anche i vertici dell'Asia l'ad Daniele Fortini e il Presidente Claudio Cicatiello.

"Il nostro obiettivo non è cercare un capro espiatorio, ma uscire da questa crisi", esordisce la Iervolino. La debolezza del sistema alla base, secondo il primo cittadino, che spiega: "Basta che si inceppi Acerra, o si verifichi (come adesso, ndr) l'impossibilità di sversare a Terzigno che il sistema va in tilt. Le polemiche non mi interessano. C'è bisogno di rivisitare il sistema a livello normativo".

L'esperienza parlamentare ventennale: "Le leggi si fanno con le migliori intenzioni possibili, ma se si capisce che le cose non vanno bene si possono fare emendamenti e si cambiano." La provincializzazione dei rifiuti nel mirino del Sindaco. Dati alla mano: la provincia di Napoli ha il 53% degli abitanti della Regione Campania ma ha soltanto l'8% della superficie del territorio. La domanda sorge spontanea: "Come possono entrare i rifiuti del 53% degli abitanti di Napoli e provincia nell'8% del territorio?"

Focalizzando poi l'attenzione sulla città di Napoli, si nota che "gli abitanti sono il 16% della regione e la superficie di territorio regionale è solo l' 0,8%. Forse varrebbe la pena di fare un pensiero sulle scelte fatte", riflette il Sindaco. "Inoltre, va ricordata l'elevata densità abitativa, che a Napoli è pari a 8.211 abitanti/kmq".

Le "balle", le bugie che la Jervolino confuta. La prima: lapalissiana forse, il trionfalismo che il premier sfoggiò dichiarando chiusa l'emergenza rifiuti. "Se fosse realmente finita, questa di adesso cos'è? La festa di Carnevale?" L'altra questione chiave, l'accusa da parte del premier riguardante la mancata organizzazione della raccolta differenziata, piombata sul capo del Sindaco.

Non usa poi mezzi termini "È una stupidaggine enorme che l'emergenza è dovuta alla mancata raccolta differenziata." Snocciola i dati: Napoli è al 19%, Roma al 20%, Genova al 21%, Palermo addirittura al 4%. Il problema non riguarda solo Napoli insomma. Ma come mai i problemi ci sono solo qui? Perché non è stato fatto di più, sul fronte differenziata? Il Sindaco non si tira indietro spiega le ragioni tutte dimostrabili. "Roma, Catania e Palermo hanno avuto contributi specifici, nell'ordine di centinaia di milioni di euro per la differenziata e i rifiuti." Napoli no. La mancanza di fondi: "Non ci sono state restituite delle somme di denaro. Quelle che Asia ha speso per la Provincia di Napoli per la gestione degli Stir di Giugliano e Tufino, 12 milioni di euro. Altri 8 milioni dalla Regione che non sono stati trasferiti. Con 20 milioni si sarebbe potuto fare tanto".

Nel 2009, ha ricordato la Iervolino, "il Comune di Napoli ha investito 9 milioni di euro passando in 12 mesi dal 14% al 19%; se ci dessero i soldi dovuti noi raggiungeremmo il 25%, e anche di più". L'aspetto triste della vicenda: "Non mi è piaciuta la reazione delle altre province campane alla richiesta da parte del Presidente Caldoro di sversare per 5 giorni la spazzatura in qualche discarica extra-provinciale". Cita l'esempio di Pianura il Sindaco che, dice "per oltre 15 anni discarica di tutta la Campania. Napoli ha già dato, anche Chiaiano è situata in un parco urbano, il Parco delle Colline. Io ero Senatore in Abruzzo all'epoca, e si organizzarono vari centri di raccolta, il criterio della diffusione del sistema di conservazione di rifiuti. Ma alla base c'era la solidarietà".

Poi è l'Amministratore delegato di Asia Daniele Fortini a spiegare la situazione. "Al momento ci sono a terra circa 1600 tonnellate di rifiuti, purtroppo queste giacenze sono aumentate da domenica, quando si sono verificati i primi intoppi a Terzigno. Se non riusciamo a conferire questi rifiuti, insieme a quelli prodotti quotidianamente dalla città di Napoli - 200 tonnellate al giorno - è chiaro il differenziale tra necessità è capacità di conferimento è destinato ad acuirsi".

"Da domenica ad oggi ci sono stati undici automezzi distrutti danno che ammonta a 2 milioni e 170mila euro. Il danno più grave: 5 autisti ricoverati; oltre 13.500 ore di straordinario da corrispondere a chi è stato sequestrato nelle discariche fin'ora. Aumenterà: bisognerà aggiungere gli straordinari per ripulire la città". Un bollettino di guerra. "Stiamo sostenendo uno forzo immenso per tamponare la situazione", afferma Fortini. "Se noi non abbiamo certezza dei conferimenti del materiale agli impianti di trattamento e di smaltimento, non riusciremo a quantificare il tempo necessario per riportare la situazione alla normalità. La proposta formalizzata ieri, che presenteremo alla Regione, è che vengano utilizzati al massimo della loro capacità produttiva gli impianti di tritovagliatura di Caivano, Giugliano e Tufino. Impianti che in questa settimana hanno lavorato al 20% della loro capacità".

"Se potessimo consegnare 1200 tonnellate al giorno in questi impianti che possono accoglierla -ha concluso Fortini - unitamente alle 700 tonnellate di Chiaiano, in 5-6 giorni si tornerebbe alla normalità."

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