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Il ritorno di Roberto Conte: conferenza e sciopero della fame

Il consigliere regionale della Campania condannato in primo grado a quattro anni per concorso esterno in associazione camorristica e reintegrato in Consiglio regionale dopo una recente sentenza

Roberto Conte, consigliere regionale della Campania condannato in primo grado a quattro anni per concorso esterno in associazione camorristica e reintegrato in Consiglio regionale dopo una recente sentenza del giudice del tribunale civile di Napoli, ha abbandonato la struttura ospedaliera dove era ricoverato nonostante il parere contrario dei sanitari, e ha indetto una conferenza stampa per venerdì prossimo alle ore 15 all'hotel Royal Continental.

Con lui, i legali Gaetano Pecorella, Ciro Falanga, Michele Cerabona, Erasmo Fuschillo e Saverio Campana. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, l'esponente politico annuncerà l'inizio di uno sciopero della fame che lo vedrà astenenersi dall' assunzione sia di farmaci che di alimenti. Tutto questo a "salvaguardia delle incontrovertibili verità poste a sostegno della mia innocenza".

Conte, inoltre, preannuncia la pubblicazione di significativi passaggi dell'inchiesta nella quale "si è voluto ad ogni costo costruire una mia presunta collusione con un' organizzazione camorristica fondando le accuse sulle dichiarazioni di un pentito che afferma durante gli interrogatori di non conoscermi. Sono infatti migliaia le intercettazioni ambientali e non che la Procura non ha trasmesso alla magistratura giudicante e, guarda caso, tutte favorevoli alla mia posizione".

Il consigliere regionale sottolinea, inoltre, che "se l'art. 27 della Costituzione Italiana, secondo il quale nessun cittadino può ritenersi colpevole fino alla condanna definitiva, vale per tantissimi parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti dello Stato e della magistratura tuttora nel pieno svolgimento delle funzioni nonostante pendenze giudiziarie a loro carico, deve valere anche per me che serenamente continuo a difendere la mia innocenza". "Voglio gridarlo - conclude - ai moderni moralisti a cui non voglio ricordare oggi storie antiche familiari o recenti problematiche che li riguardano ma ai quali non consento e non consentirò di ergersi a novelli censori quando guardano in casa altrui mentre i loro armadi sono colmi di scheletri".

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