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Sanità in Campania, l'On. D'Amelio contro Caldoro

L'On. Rosetta D'Amelio (PD) interroga il Presidente Caldoro: la provincia di Avellino è stata penalizzata nella riorganizzazione sanitaria

Un’interrogazione al presidente della giunta regionale Stefano Caldoro, in merito al piano di rientro sanitario. È stata avviata dall’On. Rosetta D’Amelio, consigliere regionale del Partito Democratico. La provincia di Avellino al centro del dibattito: all’interno della stessa provincia, infatti, un intero territorio, l’Alta Irpinia, i cui comuni distanziano anche un’ora di percorso da Avellino, resta priva di qualsiasi presidio di prima emergenza. C’è da considerare anche che diversi ospedali delle province di Napoli, Caserta e Salerno con meno di cento posti letto sono stati salvati dal piano di rientro, alcuni esempi sono: l’Ospedale di Gragnano passa da 66 posti letto a 65 mantenendo Medicina e Geriatria e venendo individuato come plesso dell’ospedale di Castellammare; l’Ospedale di Sorrento passa da 88 a 100 posti letto mantenendo le stesse specialità.

Nella provincia di Caserta l’ospedale di Marcianise resta con 84 posti letto ma viene accorpato con l’ospedale di Maddaloni; l’Ospedale di San Felice a Cancello passa da 64 posti letto ad 80 pur perdendo le specialità principali, mantiene come plesso riabilitativo Geriatria e Lungodegenza. Riorganizzazione anche in provincia di Salerno: l’Ospedale di Pagani con 45 posti letto viene accorpato con l’Ospedale di Nocera e non compare neanche nell’elenco dettagliato dei singoli plessi; l’Ospedale di Roccadaspide con 66 posti letto viene accorpato nell’Ospedale della Valle del sele, ma resta in funzione per almeno 5- 10 anni. «La provincia di Avellino – sottolinea la consigliera Rosa D’Amelio – resta quella più penalizzata dalla proposta di riorganizzazione della rete  ospedaliera regionale  in riferimento al piano di rientro richiesto dal Governo nazionale con il commissariamento della sanità campana. Dati alla mano e facendo il confronto con altre realtà delle città di Caserta, Salerno e Napoli emerge che il territorio Irpino è quello che maggiormente risente di tale provvedimento. Da qui la necessità di sapere con una interrogazione scritta rivolta al Presidente Caldoro quali sono stati i criteri utilizzati e per quale motivo la provincia di Avellino resta quella maggiormente penalizzata».

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