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L'ex assessore contro de Magistris: "Ha distrutto le politiche sociali"

Parole dure da parte dell'ex assessore al Walfare, Roberta Gaeta

Il nuovo rimpasto di Giunta operato dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, continua ad essere al centro di polemiche. L'ultima, in ordine di tempo, a puntare il dito contro l'ex magistrato è Roberta Gaeta: ex assessore al Walfare "sollevata dall'incarico" nel 2019, in occasione di quello che ormai è il penultimo rimpasto del sindaco "arancione".

Per la Gaeta, che alle Regionali si è candidata a supporto di De Luca con DemoS, a Palazzo Santa Lucia starebbero distruggendo le politiche sociali, in controtendenza rispetto quanto viene fatto nel resto del Paese. "La 328 del 2000 è la 'Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali'. Per intenderci è la legge del fondo nazionale politiche sociali, finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e sociosanitari", spiega la Gaeta in un post social.

"A Napoli si fa il contrario"

"Ebbene - continua - a vent’anni dalla approvazione di quella legge, in tutta Italia ci si confronta su come rendere ancora più organica e integrata la strategia, si consolidano pratiche di co-progettazione, si parla di competenze trasversali, equipe interdisciplinari, di azioni coordinate e sinergiche dei vari comparti... insomma sono ormai vent’anni a che si cerca di contrastare la frammentazione dei diversi comparti. E cosa accade a Napoli??? Si fa esattamente il contrario: LO SPEZZATINO DELLE POLITICHE SOCIALI!".

Uno "spezzatino" di deleghe

Lo "spezzatino" che la Gaeta evidenzia riguarda la nuova suddivisione delle deleghe: "E se ancora qualcuno si domandava quanto realmente contasse il welfare oggi per questa amministrazione, questo “spezzatino” fatto con le varie deleghe è la risposta definitiva".. "Immigrazione e politiche di integrazione dei migranti e diritti di cittadinanza all’assessore al trasporto pubblico e alla mobilità! Contrasto alle povertà all’assessore alle politiche del lavoro, innovazione e autonomia della città. Centri antiviolenza; tratta; politiche di contrasto alle violenze di genere all’assessore alle pari opportunità. Politiche di inclusione sociale; politiche per famiglie e minori; programmazione sociale all’assessore all’istruzione. Diritto all'abitare e politiche per la casa all’assessore allo sport.
I giovani all’assessore al patrimonio, ai lavori pubblici e alla polizia municipale
", elenca l'ex assessore.

"Incapacità, incompetenza, becero opportunismo"

"Insomma… - sentenzia - solo ignoranza della materia, incapacità, incompetenza, becero opportunismo e tanto tanto cinismo potevano produrre un simile capolavoro".. "Una celebre massima recita che al peggio non c’è mai fine, ed è proprio così. Speriamo solo di superare questo momento buio e sopravvivere all’imminente quanto inevitabile disastro. Perché se fino a circa due anni fa si era faticosamente costruito un sistema integrato di welfare, all’interno del quale erano considerati anche gli aspetti della salute e della tutela degli animali, oggi, questa amministrazione rischia di essere ricordata come quella che le politiche sociali le ha praticamente distrutte", conclude il lungo post.

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