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Cosentino, respinta la richiesta d'arresto: ora tocca a Montecitorio

La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino. Contro l'arresto hanno votato 11 deputati, in 6 si sono espressi a favore, uno solo si è astenuto

Respinta dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino. Ora a esprimersi definitivamente sulla richiesta della magistratura sarà l'aula di Montecitorio tra un paio di settimane.

Contro l'arresto hanno votato 11 deputati, in 6 si sono espressi a favore del provvedimento giudiziario mentre il radicale Maurizio Turco si è astenuto. Il relatore Nino Lo Presti (Pdl) ha proposto di respingere la richiesta della magistratura di arresto di Cosentino, e la sua relazione è stata votata dal Pdl e da Domenico Zinzi, dell'Udc. L'altro esponente dei Centristi, Pierluigi Mantini, ha invece votato per l'arresto del sottosegretario e, come lui il Pd, compreso il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, e Idv. Il radicale Turco si è astenuto per "motivi tecnici".

Turco ha spiegato così la sua astensione: "Io sono contrario all'arresto di Cosentino ma per ragioni diverse da quelle della maggioranza. L'astensione mi permetterà di poter svolgere in aula una relazione di minoranza e di spiegare la mia posizione".

Differente il parere di Marilena Samperi del Pd: "Abbiamo voluto aderire alla richiesta del Gip perché abbiamo trovato elementi documentali, intercettivi e investigativi nel provvedimento che dimostrano riscontri oggettivi dei gravi indizi di colpevolezza di Cosentino", il che "comporta la custodia cautelare in carcere obbligatoria, trattandosi di 416bis" e cioè di un reato associativo.

Anche Mantini, esponente dei centristi, ha sottolineato "la sussistenza di forti indizi di colpevolezza, che comportano la custodia cautelare obbligatoria. Da parte del nostro gruppo c'è la massima attenzione verso i fenomeni mafiosi".

Ha quindi commentato Federico Palomba: "La falange della destra ha fatto ancora una volta quadrato attorno al loro uomo, dimostrando una cultura di casta che trasforma l'immunità in impunità". Palomba ha respinto l'accusa di "fumus persecutionis" sollevata dal centrodestra: "la magistratura ha indagato e perseguito uomini di sinistra e di destra".

Il presidente della Giunta Castagnetti ha detto che dalla richiesta del Gip "emergono elementi di gravità e di solidità degli indizi di colpevolezza a carico di Cosentino" e in questo caso "c'è l'obbligo del provvedimento restrittivo, trattandosi di 416 bis".
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