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Sanità: protesta alla Regione contro la chiusura degli ospedali

Da tutta la provincia di Avellino in corteo a Napoli contro la giunta Caldoro. L'appello delle persone in corteo: "Non chiudete l'ospedale di Bisaccia". Caldoro e la giunta non li ricevono

Sono in migliaia a protestare contro il nuovo piano sanitario avviato dalla regione Campania, che prevede la chiusura degli ospedali di Bisaccia e Sant'Angelo dei Lombardi. Entrambi in provincia di Avellino. Stamattina, infatti, i manifestanti hanno raggiunto Santa Lucia a Napoli in pullman e hanno protestato d'avanti alla sede della giunta regionale della Campania.

«Non ce ne andremo senza ottenere un incontro con il presidente - dice il sindaco di Bisaccia Salvatore Frullone. Siamo qui per difendere il diritto alla salute che prescinde da conti ragionieristici. Non capiamo perché per altre zone sono state prese in considerazione le peculiarità del territorio e per l'alta Irpinia questo non è avvenuto». A manifestare molti cittadini dell'Irpinia, con i vari amministratori che mostravano alto lo stendardo con gli stemmi dei vari comuni presenti.

Hanno chiesto un incontro al governatore Stefano Caldoro per scongiurare, appunto, la chiusura di un nosocomio che dà cure ad oltre 70mila persone. «Chiediamo - afferma Pasquale Gallicchio, consigliere comunale del comune di Bisaccia - che l'ospedale resti aperto perché negli anni è diventato una sorta di magazzino dal quale ognuno ha preso un reparto. Ad oggi, infatti, solo tre i reparti sono disponibili all'ospedale di Bisaccia. È bene ricordare - conclude Gallicchio - che la struttura ospedaliera "pesa" nel bilancio regionale di appena centomila euro». Amministratori e cittadini che in questi giorni stanno presidiando 24 ore su 24 l'ospedale. L'Azienda sanitaria locale di Avellino, difatti, è in crisi rispetto alle altre Asl.

Con i manifestanti anche studenti, sacerdoti e sindacati. «Abbiamo sempre avuto la "monnezza" e adesso vogliono toglierci l'ospedale - chiosa il responsabile della Uil pensionati di Avellino. I più colpiti saranno proprio i pensionati che non riescono ancora oggi ad avere cure mediche adeguate. La ricetta è aumentata, noi cercheremo di far cambiare idea al governatore Caldoro per venire in contro alle fasce più deboli». Arrivati al palazzo di giunta i manifestanti hanno invano aspettato il governatore Caldoro e per tenere "distante" la protesta dal palazzo anche transenne, simbolo di una politica divisa nettamente dai cittadini. Il portavoce del presidente della Giunta regionale ha proposto ai manifestanti un incontro con il senatore Raffaele Calabrò, ma i manifestanti hanno rifiutato. Da qui l'ipotesi di un incontro con il vicepresidente della giunta, Giuseppe De Mita. «È grave - afferma anche Rosario Stornaiuolo, presidente della Federconsumatori Campania - che si chiudano le porte ai cittadini. Il governo Caldoro sta tagliando sulla sanità in modo ndiscriminato, pesando così sulle famiglie più deboli. Queste decisioni andrebbero prese di concerto con le parti interessate».

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