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Peppe De Cristofaro

Peppe De Cristofaro

Le Quattro Giornate, festa provinciale per Sinistra Ecologia e Libertà

Intervista a Peppe De Cristofaro, segretario provinciale del partito. "Abbiamo commesso un grave errore politico alle ultime elezioni comunali. Adesso dobbiamo sostenere con forza questa amministrazione"

‘Le Quattro Giornate’, questo il nome della festa provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà. Si è aperta mercoledì in Piazza Quattro Giornate, nel cuore del Vomero. Si concluderà sabato, ma a Roma, dove si terrà la manifestazione nazionale convocata dal leader nazionale nonché Governatore della Puglia Nichi Vendola. Concerti, dibattiti, ma anche pulizia dei giardini della piazza che ospita la festa. Tutto questo in programma fino a venerdì sera. Ad illustrare i contenuti dell’iniziativa è Peppe De Cristofaro, segretario provinciale del partito da meno di un anno. Una militanza in Rifondazione Comunista, ed eletto Deputato nell’ultima breve legislatura di centrosinistra che durò appena 2 anni. Tematiche nazionali e locali si intrecceranno in questi giorni.

Segretario, ci dice il leitmotiv di questa festa provinciale di SEL?
I motivi sono due essenzialmente, uno di carattere nazionale ed uno locale. Ma partiamo da quello nazionale.

Prego…
Per quanto riguarda le vicende nazionali nel corso della festa si parlerà inevitabilmente della crisi economica nella quale siamo precipitati. Ci sarà anche un dibattito a riguardo. Come sappiamo la crisi è stata nascosta per alcuni anni dal governo Berlusconi. Fino a pochi mesi fa infatti, a chiunque lo chiedesse, il governo negava addirittura l’esistenza della crisi. Che invece si è manifestata in tutta la sua drammaticità.  Occorre a questo punto ragionare non solo circa la situazione attuale, capire cosa sta succedendo, e i motivi che hanno portato a ciò. Ma è necessario capire anche quali possono essere i rimedi strutturali, quelli che possono essere attuati in sede europea, ma anche e soprattutto ciò che deve fare sinistra politica nel paese. Specialmente in previsione, come noi ci auguriamo, di una eventuale vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni. Bisogna mettere in campo politiche realmente alternative.

Ce ne dica qualcuna…
Faccio una premessa: qualora il centro-sinistra dovesse vincere le elezione e non dovesse essere in grado poi, di mettere in campo politiche dissimili rispetto a quelle di questi anni, beh si arriverebbe ad uno scoramento generale da parte dell’opinione pubblica. Già la politica e’ in crisi, la credibilità dei partiti e’ sotto zero…Questa festa, così come le altre feste che si stanno svolgendo in tutt’Italia devono servire anche a delineare quelli che possono essere i contributi che SeL può dare al ragionamento. Detto ciò penso che si debba partire da alcuni punti irrinunciabili, come ad esempio l’idea di una migliore redistribuzione della ricchezza: tassa patrimoniale, tassazione sulle ricchezze. Sono temi rispetto alle quali c’e’ stata da parte della sinistra in questi anni. Oggi devono essere invece posti al centro del dibattito politico.

Poi c’è la situazione napoletana. La festa si è aperta con il dibattito con il sindaco de Magistris…
Chiaramente essendo questa una festa della Federazione napoletana, c’e’ anche una riflessione più specifica su quello che e’ successo a Napoli, sul bilancio di questi anni ed anche su un errore che SeL ha commesso…

Si riferisce al fatto di non aver sostenuto dall’inizio Luigi de Magistris?
Proprio così. Noi abbiamo commesso un grave errore politico alle ultime elezioni comunali. Siamo stati attraversati da un dibattito interno che ci ha fatto fare una scelta politica sbagliata, non rispetto alla persona che abbiamo appoggiato, persona degnissima(il Prefetto Mario Morcone ndr) ma rispetto a qualcosa che il nostro elettorato ha giudicato sostanzialmente incomprensibile.

Anche perché fu lo stesso Vendola a lanciare un anno e mezzo fa la candidatura di de Magistris.
Anche per questo si è trattato di un errore clamoroso....

Gli errori in politica si pagano.
Abbiamo faticato ad uscire da questo errore. Questo scotto l’abbiamo pagato, un pezzo di elettorato di questa città, in particolare quello giovanile ha visto questa nostra scelta come un errore, e noi oggi abbiamo il dovere politico di recuperare questo elettorato.

Dunque sostenendo il sindaco e la sua giunta?
Dobbiamo sostenere con forza questa amministrazione. Ma occorre anche immettere degli elementi di sostegno critico, e non di appiattimento. Dobbiamo essere in sintonia con questo laboratorio che si e’ creato a Napoli. Ed è anche per questo che abbiamo voluto che de Magistris fosse presente alla giornata inaugurale della festa. Il rapporto personale non si e’ mai interrotto, anche perché il sindaco è persona intelligente e sa bene che le scelte che abbiamo fatto erano scelte politiche, sbagliate, ma pur sempre politiche. Bisogna rinsaldare ulteriormente il rapporto politico. Oggi e’ sicuramente migliore di 4 mesi fa, ma fra 4 mesi deve essere ancora migliore di quello che e’ oggi. Io penso che il partito che rappresento debba essere sempre più partecipe del governo della città, anche segnando un elemento di rottura rispetto al passato. Non dobbiamo avere paura di girarci intorno..

Cioè?
Dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Anche noi abbiamo governato questa terra negli ultimi 15 anni, è chiaro che delle cose le abbiamo fatte, e siamo nelle condizioni di rivendicarle, però non c’è nulla da fare: il segno prevalente non è stato questo. Il sentimento prevalente è stato quello di un governo della città totalmente insufficiente rispetto a quello che serviva. Il giudizio politico dei napoletani rispetto alle  amministrazioni precedenti e’ negativo, e con ciò bisogna fare i conti. Effettivamente troppe cose non hanno funzionato. E bisogna ammetterlo. Anche perché se non partiamo da un’ammissione seria di responsabilità, non si riesce nemmeno ad andare avanti.

In che modo recuperare il rapporto con l’elettorato, specialmente quello giovanile?
Favorendo le forme di partecipazione, stando nelle mobilitazioni sociali, nei movimenti. Non chiudendosi a riccio. Non bisogna pensare che il partito ha le ricette giuste sempre e comunque. Molto spesso il partito le ricette giuste non ce le ha più. Bisogna imparare ad ascoltare quello che viene da questi settori della società. In che modo? Dando molto valore ad eventi come i referendum, le manifestazioni di piazza, le mobilitazioni studentesche. Invertendo in pratica il rapporto politico così come l’abbiamo vissuto in questi anni.

Infine, sabato mattina ci sarà la manifestazione a Roma?
Proprio così, ed in quella occasione lanceremo la nostra piattaforma politico-economica per i prossimi anni.

 

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