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Parentopoli a Napoli, le reazioni

Il presidente di Napoli Sociale Pasquale Orlando. "Non c'è mai stata un'assunzione diretta. Le liste utilizzate sono state fornite dall'amministrazione per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e per passaggi di cantiere"

Niente Parentopoli in città. Parola dell'assessore alle Risorse Strategiche del Comune di Napoli, Michele Saggese, nelle cui competenze ricadono proprio le cosiddette Partecipate e che chiama in causa i dati. "Su 14mila unità lavorative delle 27 aziende, meno dell'1% è stato assunto con chiamata diretta. E laddove c'é stata la chiamata diretta, tali assunzioni sono state fatte, negli ultimi due anni e mezzo, nelle categorie previste dalla legge, cioé figli di caduti sul posto di lavoro, invalidi e dirigenti a tempo determinato".

Dunque: "Niente parenti. L'ultima municipalizzata del Comune di Napoli risale al 2004 - spiega Saggese - Nel 2007 è cambiata la normativa e dal maggio 2008 le società di capitale sono state sottoposte agli stessi criteri con i quali si muove la pubblica amministrazione, vale a dire soggette a controllo analogo. Il che significa che proprio come avviene per le amministrazioni pubbliche, anche per le 27 aziende - delle quali in circa 16 l'unico titolare è il Comune di Napoli - non si può procedere alle assunzioni a chiamata diretta se non per le categorie previste dalla norma". Ed è in queste categorie, spiega ancora Saggese, "che sono avvenute le circa dieci assunzioni a chiamata diretta. Di queste massimo quattro sono stati i manager. E secondo quanto mi risulta nessun parente". Sull'ipotesi di un'inchiesta della Procura di Napoli su una delle s.p.a. che vede il Comune di Napoli come unico titolare, vale a dire la Napoli Sociale, Saggese, sottolinea: "Non mi risultano acquisizioni di dati da parte della polizia giudiziaria".

"Anomalie, secondo quanto riportato dalla stampa, si sarebbero registrate all'Anm, l'azienda di trasporto urbano, in merito alla elevata quantità di procedure di mobilità registrate dal 2004 al 2006 - conclude - ma i vertici ci hanno assicurato che siamo nell'ordine delle 150 unità".

Nessuna anomalia anche da parte del presidente Pasquale Orlando. "Nella storia della Napoli Sociale non c'é mai stata un'assunzione diretta. Tutte le assunzioni sono avvenute dopo delibere del Comune di Napoli. Le liste utilizzate sono state fornite dall'amministrazione per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e per passaggi di cantiere. La società è molto sobria nella sua gestione. Non è stata attuata alcuna procedura di assunzione anomala". "Dal luglio 2009 la Napoli Sociale è totalmente partecipata del Comune di Napoli - aggiunge - Tre sono i blocchi di personale: un primo è relativo agli Lsu che si occupano di un appalto nel settore trasporto disabili e strutture comunali; il secondo blocco comprende lavoratrici Osa che si occupano di assistenza materiale scolastisca e il terzo blocco lavoratori che rientrano nel progetto 118 sociale". L' elenco dei dipendenti della Napoli Sociale è anche consultabile on line. "Oltre questi lavoratori abbiamo cinque amministrativi selezionati attraverso società di selezione con bando pubblico - conclude - quindi, nessuna assunzione a chiamata diretta".

Anche per Antonio Simeone, presidente dell'Anm, l'azienda di trasporto urbano s.p.a che ha come unico titolare il Comune di Napoli, dice chiaramente: "Dal 2006 ad oggi abbiamo fatto una sola assunzione...quindi. Dal 2006 sono stati 650 gli esodi, tra pensionamenti e pre pensionamenti. Complessivamente sono circa 2700 i dipendenti. L'unica assunzione è avvenuta nell'ambito di un passaggio di cantiere. Si tratta di un ex dipendente dell'Ansaldo, azienda che curava la manutenzione dei nostri filobus. Visto che si trattava di un'alta specializzazione e che era terminato il contratto di manutenzione con l'Ansaldo, lo abbiamo immesso nel nostro staff. E poi - noi siamo equiparati agli enti pubblici, seguiamo le loro stesse procedure". Raffaele Carotenuto, capogruppo della Federazione della Sinistra in Consiglio comunale di Napoli, fa dunque sapere: "Se il procuratore aggiunto Francesco Greco ed il pm Ida Frongillo lo ritengono sono a disposizione per essere ascoltato sulla vicenda Napoli Sociale e i titoli OSA e le successive scelte dell'Amministrazione Comunale del 2008. Detti elementi li ho già resi noti l'11 ottobre scorso al Nucleo di Polizia Giudiziaria in capo alla Polizia Locale del Comune di Napoli che ha specifica delega dalla Procura della Repubblica di Napoli ai quali chiesi di conferire per espressa volontà. Sento l'esigenza - conclude Carotenuto - di spiegare l'intero percorso che ho avuto modo di seguire istituzionalmente come presidente della Commissione Politiche Sociali per due Consiliature (1997/2006), affinché si giunga presto a ristabilire un clima di serenità senza omettere eventuali responsabilità. La collaborazione istituzionale è un elemento di garanzia e di tutela per il rispetto delle regole".

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