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Brambilla: "Il Movimento ha tradito 11 milioni di elettori. E' diventato un partito"

Il consigliere comunale grillino, candidato sindaco nel 2016, attacca le scelte degli ultimi mesi: "Siamo partiti con una democrazia dal basso, oggi si assiste a una monocrazia dall'alto. Se questa è la strada, mi tiro fuori"

 

"Il Movimento è passato da una democrazia dal basso a una monocrazia dall'alto e così ha tradito 11 milioni di elettori". Le parole di Matteo Brambilla nascondono l'amarezza di chi ha creduto in qualcosa che, forse, non c'è più. Lombardo di nascita, napoletano di adozione, Brambilla è stato il candidato sindaco dei 5 Stelle al Comune di Napoli nel 2016. 

In concomitanza con l'insediamento del Governo Draghi, nei giorni scorsi Luigi Di Maio aveva parlato di svolta moderata e liberale del Movimento. Parole che proprio non sono piaciute al consigliere comunale che ha replicato dalla sua pagina Facebook con un post dal titolo 'Se me lo dicevi prima...': "Non è questo il Movimento in cui sono entrato - spiega - Adesso i problemi sono la governabilità, le trattative per i sottosegretari, le alleanze per le amministrative. Prima, invece, partivamo dai programmi, anche a discapito della vittoria. Se questa è la strada scelta, posso anche tornare a fare altro". 

Nel 2021, Napoli andrà al voto per scegliere il nuovo sindaco. Possibile un'alleanza tra Pd e 5 Stelle, con Roberto Fico e Vincenzo Spadafora potenziali candidati: "Roberto è tra i fondatori del meet up napoletano e dovrebbe ricordare che una delle nostre regole è quella di un massimo di due mandati che lui ha già vissuto. Quindi, dovrebbe uscire dalle istituzioni".

Secondo Brambilla questa strada porterà alla morte dei 5 stelle: "E' un sogno a cui ho creduto. Dovevamo mettere in campo un'altra politica e, invece, siamo stati fagocitati dalla vecchia politica. Non siamo stati capaci di cambiare le cose, ma non si sono mostrati neanche capaci di giocare alla pari con i partiti perché nonostante il 33 per cento dei voti vale molto meno degli altri". 

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