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Frana a Ischia, il ministro dell'Ambiente: "Basterebbe mettere in galera i sindaci"

Polemica sulle parole di Pichetto Fratin, cui le prime prese di distanze sono arrivate dalla stessa maggioranza (Salvini). Il sindaco di Lacco Ameno: "Siamo basiti"

Un "disastro" evitabile "se non avessero costruito nell'alveo e se fossero state fatte le opere di messa in sicurezza", per cui "basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare" eventuali abusi edilizi. Sono le forti dichiarazioni sulla tragedia di Ischia rilasciate da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente del governo Meloni, ai microfoni di Rtl 102.5.
Pichetto Fratin ha sottolineato anche che "ci sono stanziamenti per quell'area previsti da dieci anni e oggi risultano solo a livello progettuale". "Io – ha proseguito – confischerei cio che è abusivo e valutando che ciò che è pericoloso va demolito".

Una presa di posizione che pare non sia piaciuta al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. "Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci – ha ribattuto il leader della Lega – io invece li voglio proteggere e liberare".
La prima risposta ischitana è venuta invece da Giacomo Pascale, primo cittadino di Lacco Ameno. "Se il ministro Gilberto Pichetto Fratin si riferisce a quanto accaduto a Casamicciola – sono state le parole di Pascale – credo che non sappia di cosa stiamo parlando. Se il discorso è in generale faccia una legge che prevede l'arresto dei sindaci. Se pensa che così risolve il problema proceda subito". "Resto incredulo per la sua affermazione – ha aggiunto – soprattutto perché da Meloni a Sangiuliano, a Crosetto, ci sono stati tutti vicini. Non capisco nel momento in cui governo nazionale e quello regionale ci stanno mostrando massima vicinanza. Sono basito".

La polemica sul "condono" di Conte

L'altra polemica politica sulla vicenda ischitana riguarda le accuse che Renzi, Calenda e il Pd hanno mosso all'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Questi nel 2018, quando era al governo con la Lega, avrebbe operato – parole di Renzi – "folli scelte su condono e unità di missione". Il riferimento è all'articolo 25 del decreto sul ponte Morandi di Genova, sul quale però è intervenuto ieri lo stesso Giuseppe Conte: "Non era affatto un condono. Ci ritrovammo in una situazione di blocco totale. A Ischia ci sono circa 27mila richieste di condono precedenti al 2018, per tre leggi che si erano succedute nel tempo (fa riferimento a condoni addirittura degli anni '80, ndR). In più c'erano oltre 1000 richieste per danni del terremoto. Per mettere un po' di ordine e cercare di accelerare quelle pratiche impantanate, con abitazioni non agibili e situazioni a grave rischio, abbiamo introdotto quell'articolo 25, ma attenzione, non è un condono. Abbiamo definito la procedura in modo ovviamente che si espletasse più celermente alla luce della legislazione già vigente per esaminare quelle pratiche e dare una risposta. Ai sensi dell'articolo 25 non è assolutamente permesso concedere una sanatoria o una qualche agevolazione nei casi in cui il vincolo idrogeologico va rispettato. Non c'è nessuna deroga ai vincoli idrogeologici".

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