Martedì, 23 Luglio 2024

Draghi: "Napoli è un punto di riferimento per il Mondo"

Il discorso del presidente del Consiglio prima di siglare il Patto con il quale il Governo trasferisce 1,2 miliardi di euro in vent'anni al Comune. "Napoli vuole essere protagonista e noi intendiamo sostenerla"

Mario Draghi non si è limitato a firmare il Patto per Napoli. Nel suo discorso, durato tredici minuti, ha elogiato la città non solo per la sua storia, ma anche per le sue capacità di innovazione. Ha elencato i principali progetti del Pnrr che interesseranno il capoluogo partenopeo. Non solo quelli per il centro città, ma anche quelli per le periferie, citando i Bipiani, Taverna del Ferro, Capodichino e Marianella. 

La stretta di mano tra il presidente del Consiglio dei ministri e il sindaco Gaetano Manfredi, nello scenario dell'Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, sancisce il trasferimento di 1,2 miliardi di euro dallo Stato al Comune. Una cifra lontana dai 5 miliardi promessi dall'ex rettore della Federico II in campagna elettorale, ma che dovrebbero consentire all'Amministrazione di evitare il default. Il prezzo che i cittadini dovranno pagare non è ancora chiaro. Lo stesso Draghi ha sottolineato che questi soldi non sono regalati, ma vincolati al raggiungimento di obiettivi. 

Draghi traccia la linea degli obiettivi: "In questo luogo è passata la storia di Napoli e del Meridione. Quella storia che ha reso Napoli un punto di riferimento in Italia e nel Mondo. La città vuole essere protagonista nel Pnrr e il Governo ha tutta l'intenzione di sostenerla. Napoli si è classificata prima per i progetti di mobilità sostenibile, riceverà oltre 200 milioni di euro per la ristrutturazione dell'Albergo dei poveri. Grande attenzione sarà data all'edilizia popolare, con l'ecodistretto di Ponticelli, la riqualificazione di Taverna del Ferro, Capodichino e Marianella". 

Il presidente del Consiglio si è anche un po' lasciato andare alla retorica, quando ha pronunciato frasi come "Esiste una questione meridionale" e "Se non ripate Napoli non riparte l'Italia", già ascoltate centinaia di altre volte dal secondo dopoguerra in avanti: "Il Pnrr si obbliga a realizzare tutto entro il 2026 - ha precisato il premier - Non possiamo perdere queste risorse come in passato sono stati persi tanti fondi europei. Non possiamo più accettare le differenze territoriali, il fatto che il reddito al Sud sia la metà di quello del Centro-Nord, mentre la disoccupazione è il doppio. All'Italia serve che Napoli e il Mezzogiorno ripartano e diventino motore del Paese". 

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