Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica

Maresca: “Siamo al punto più basso della storia della magistratura”

Il candidato sindaco di Napoli parla della situazione della categoria dopo lo scandalo Palamara

"Siamo al punto più basso nella storia della magistratura". Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra a Napoli, al Giornale parla da magistrato: pm di lungo corso, è stato per più di dieci anni impegnato nella lotta alla camorra e ai casalesi. Ora osserva con preoccupazione l'interminabile sequenza di scandali che sconvolgono il potere giudiziario: "Spero che la magistratura superi al più presto questa crisi di credibilità senza precedenti - dice, aggiungendo sul caso Palamara - Ha fatto emergere un sistema noto da tempo. Le promozioni nei ruoli apicali sono decise dalle correnti: questi meccanismi opachi devono essere spazzati via. Non è possibile andare avanti così, con gli sconfitti che si rivolgono spesso al Tar, spingendo i giudici amministrativi ad annullare le scelte del Csm". "Io ho firmato per i due referendum sul Csm e quello sulla separazione delle carriere - spiega - credo che la spinta dal basso sia utile per smuovere i parlamentari. Sono anni e anni che siamo impantanati sulle riforme della giustizia. E poi, per dirla tutta, i quesiti referendari toccano questioni che la Cartabia nemmeno sfiora". E sulla prescrizione: "Quando son stato sentito in Commissione giustizia alla Camera mi sono scagliato contro la riforma Bonafede, perché non si può tenere un imputato sotto processo a vita. Ha ragione il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho: i processi contro i mafiosi devono essere salvaguardati. Una soluzione tecnica si può trovare: io sono per il doppio binario. Ci possono essere regole diverse a seconda del nemico che lo Stato si trova a combattere".

Altra questione alla quale Maresca ha risposto è quella se ha fatto bene il pm Paolo Storari a dare i verbali dell'avvocato Amara a Davigo. "È un'altra pagina sconcertante: io non avrei fatto così e anche il comportamento di Davigo non mi pare, per quel che leggo sui giornali, in linea con le norme stabilite. Si deve procedere per via gerarchica e ufficiale. Prima scrivi al procuratore, poi se non hai risposta ti rivolgi al procuratore generale, infine bussi al consiglio di presidenza del Csm. Non è che alla spicciolata fai vedere verbali, che non possono essere divulgati, a un consigliere che a sua volta li mostra ad altri". Riguardo, invece, alla sua candidatura a sindaco della sua città dice: "A Napoli manca un progetto d'insieme da almeno trent'anni. È ora di cambiare. La mia carriera andava benissimo. Pm, poi pm all'Antimafia sulla prima linea della Terra dei fuochi, infine alla procura generale. Adesso sono in aspettativa non retribuita. Mi mantiene mia moglie; ho messo in gioco la mia carriera e i miei affetti. Se mai dovessi tornare, andrò lontano dalla mia città. E poi per me questa è la prosecuzione di un impegno di lunga data: con l'associazione Arti e mestieri abbiamo aiutato tanti ragazzi in difficoltà; ho sempre avuto una grande passione civile e ora è arrivato il momento di metterla al servizio della città. Anche se la toga rimane la mia seconda pelle".

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