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La mamma di Giògiò candidata alle europee? "Sarei la portavoce di Napoli e d'Italia"

A sganciare la notizia-bomba è stato il Foglio, da dietro le quinte di Sanremo: Fratelli d'Italia starebbe pensando da tempo di candidare alle europee la mamma di Giò Giò, Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso per strada a Napoli in seguito ad un'assurda lite per un parcheggio.

L'indiscrezione

"Dopo aver visto Sanremo l’altra sera, alcuni dirigenti campani di FdI si sono convinti che è proprio una buona idea" ha scritto Salvatore Merlo sul Foglio.it riferendosi al fatto che l'apparizione della mamma di Giò Giò, in abito lungo color oro antico, al collo il medaglione con il ritratto di Giovanbattista, sul palco dell'Ariston e la lettura della sua lettera al figlio ha infatti fatto registrare il picco di ascolti.

"I campani di FdI hanno dunque avanzato la proposta al coordinatore nazionale del partito Giovanni Donzelli".

"Sarei la portavoce di Napoli e d'Italia"

All'Adnkronos che l'ha subito intervistata sulla questione Daniela Di Maggio ha risposto: "La politica è una cosa complessa, nessuno finora mi ha chiesto di candidarmi. FdI mi vorrebbe in lista per le europee? Se sapessi che, andando in Europa, con il mio impegno potrei riuscire a incidere per cambiare leggi assurde che danneggiano l'agricoltura italiana, il Made in Italy, la Sanità, direi di sì a una candidatura. Correrei".

Dunque non c'è ancora niente di deciso, solo ipotesi e possibilità.

Sottolineando ancora di non aver ricevuto alcuna offerta, Daniela Di Maggio dice ad Adnkronos "Sarei la portavoce di Napoli e dell'Italia" e quindi aggiunge "Sono pur sempre la mamma di un musicista ucciso. Finora ho trovato persone molto umane che hanno avuto la delicatezza di non chiedermi una cosa del genere, non credo sia il momento giusto". 

"Azione politica è involontaria"

Di Maggio, tuttavia, ammette "probabilmente, io sto già facendo politica senza saperlo, mi sto impegnando come 'civica' per cambiare, per esempio, la legge Gozzini, cioè quella che ti fa uscire un Salvatore Parolisi da galera in poco tempo" e ancora "La mia azione politica in questo periodo è involontaria, viene spinta dal male che ho nell'anima e che mi esorta a cercare giustizia". Come accadde nel corteo sfilato per le strade di Napoli, in cui riecheggiava forte il grido "giustizia!" e "fine pena mai".

"Ci troviamo in una società avvezza alla violenza, perché le leggi italiane non garantiscono la punibilità: creano un'orda umana di gente che delinque sapendo che poi non succede nulla. Se noi consentiamo questo, non potremo uscire più, neanche per fare la spesa. La politica del male sta prendendo il sopravvento" dice concludendo Daniela Di Maggio al giornalista di Adnkronos Antonio Atte.

Le reazioni sui social

Ce n'è abbastanza insomma per far rimbalzare la notizia sui social, dove le reazioni sono controverse anche se tutte nel massimo rispetto per il suo dolore che è il dolore di un'intera città: Giò Giò Cutolo è stato e resta il figlio di Napoli tutta, proprio come Francesco Pio Maimone pochi mesi prima di lui e come tutte le altre - tantissime, troppe - vittime innocenti della criminalità, la cui morte ha destato dolore e indignazione.

La mamma di Giò Giò, però, per sua dichiarata scelta, non è la mamma di tutta Napoli, ma della sola parte "aristocratica" della bellezza, con una nettezza che raggela molti napoletani. "Forse sono solo un italiano medio a cui da fastidio la gente che prova a reagire al dolore", scrive ad esempio Aurelio. "Cosa produce questa scelta in termini di cambiamento dei giovani che sono protagonisti di atti così violenti. Nulla", commenta Antonio. Qualcuno ricorda invece l'ingresso in politica di altri parenti di vittime, dalla mamma di Arturo a Rita Dalla Chiesa e finanche Sergio Mattarella

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