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Lungomare, Clemente: "Più che far tornare le auto, bisogna far tornare la spiaggia della riviera di Chiaia"

Il pensiero dell'ex assessora comunale sulla pedonalizzazione del Lungomare di Napoli

"Il Lungomare di Napoli deve restare pedonale. La visione del Lungomare libero dalle auto non si può abbandonare". A dirlo è l'ex assessora comunale Alessandra Clemente, intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Crc Targato Italia nella trasmissione Barba&Capelli.

"I fondi strutturali della comunità europea - prosegue Alessandra Clemente - sono stati impiegati in questi anni come mai prima nella storia della città, ottenendo il 166 per cento dei fondi disponibili, per progetti che vedremo nei prossimi mesi e tra questi vi è la riqualificazione dello stesso Lungomare, libero dalle auto così come in tutte le città europee si pianifica sempre più per liberare dall'auto privata il centro, potenziando trasporto pubblico, sosta pubblica e taxi. Più che pensare in quali orari far tornare il transito delle auto, dovremmo avere la visione coraggiosa di far tornare la spiaggia della riviera di Chiaia, rendere il mare accessibile e risorsa insieme al Porto e ai moli come San Vincenzo e il tram del mare che colleghi san Giovanni passando per Municipio, Caracciolo, Mergellina fino a tutta l'area flegrea".

"C'è bisogno - aggiunge l'ex assessora comunale - che la politica entri nei quartieri. Il Covid ha restituito la centralità dei diritti sociali e la responsabilità di garantire alle persone diritti nei quartieri dove abitano. Poliziotti municipali, giardinieri, assistenti sociali. I cittadini hanno bisogno di queste figure che sono un servizio essenziale. Basta precarietà e si proceda con le assunzioni bloccate da anni dai tagli ai comuni e dai blocchi del Governo centrale. Diamo subito un segnale rispetto agli organici come la polizia municipale, i giardinieri, operatori ecologici e gli assistenti sociali".

In conclusione, Alessandra Clemente ha commentato l'appello lanciato dall'arcivescovo Mimmo Battaglia che richiede un patto educativo per Napoli: "L'appello dell'arcivescovo invita la politica a schierarsi. Occorre rompere l'ipocrisia. La forza delle mafie non sta solo dentro le mafie ma soprattutto fuori. Nell'indifferenza o nella connivenza dei colletti bianchi, di affaristi, faccendieri e anche di quella politica che cerca il consenso che è determinato da quella disponibilità di denaro. Una forte classe dirigente politica con le mani pulite, fatta di storie personali, credibilità e assenza di macchie è l'unica garanzia per i territori che ci sia un impegno forte ed in grado di produrre effetti. Una classe politica che investa spesa pubblica in formazione ed educazione, prima, e in formazione e lavoro vero, dopo, per i più giovani".

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