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L'INTERVISTA - Nappi: "Su questione Lavoro è l'ora dei fatti. Necessario puntare sulla qualità"

L'Assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania ha rilasciato un'intervista esclusiva a NapoliToday

Un viaggio nelle riforme sul lavoro degli ultimi 20 anni. Questo e molto altro è "Jobs (f)act – Contro la fabbrica delle regole inutili", l’ultimo libro di Severino Nappi, Assessore al Lavoro della Regione Campania, tra i massimi esperti del diritto del lavoro in Italia. Del suo volume e della situazione occupazionale italiana e campana, l’Assessore Nappi ne ha parlato in esclusiva a NapoliToday.

In questi ultimi mesi nel nostro Paese si è parlato molto di atti e poco di fatti – esordisce Nappi ai microfoni di NapoliToday - . Attraverso questo libro ho cercato di ripercorrere le riforme sul lavoro degli ultimi 20 anni, provando a scrivere in modo chiaro e semplice, senza scendere a tutti i costi in inutili tecnicismi, per spiegare anche alla gente comune una materia così complicata”.

“In Italia – afferma l’Assessore – si è pensato che l’unico strumento utile per migliorare la situazione, fosse quello di intervenire sul contratto individuale di lavoro. Così facendo, però, non solo l’occupazione non è cresciuta, ma è addirittura crollata. Noi siamo ormai fermi allo Statuto dei Lavoratori del 1970, senza renderci conto che il mondo e l’economia sono cambiati. La questione lavoro è diventata un affare internazionale, mentre noi ci ostiniamo ad andare avanti con norme nazionali. Ci siamo concentrati troppo su un “non tema” come quello dell’art. 18, che si applica ormai soltanto al 5% delle aziende italiane, senza rispondere alla crisi con strumenti reali. Il lavoro va riorganizzato, su base collettiva, e bisogna soprattutto puntare sulla produttività. Ci sono troppe regole, frutto di una stagione che non c’è più, che non apportano vantaggi ai lavoratori e servono solamente ad ingessare il sistema”.

“Bisogna sedersi con i sindacati – prosegue Nappi – per discutere della contrattazione del lavoro, riducendone il costo, senza toccare gli stipendi dei lavoratori, ma ricorrendo ad un aumento della produttività. L’unica soluzione reale per l’Italia è puntare sulla qualità. Sappiamo tutti, infatti, che altrove ci sarà sempre chi produrrà lo stesso prodotto a costi inferiori. Per questo c’è bisogno di provare a farlo meglio degli altri”.

E’ proprio sulla qualità e sulla formazione giovanile che la Regione Campania ha deciso di puntare: “Attraverso il programma Garanzia Giovani – spiega l’Assessore al Lavoro – scommettiamo sul futuro dei nostri ragazzi e cerchiamo un incrocio fra la domanda e l’offerta di lavoro. In Campania c’è un tasso di disoccupazione elevatissimo, eppure ogni anno circa 20000 posti restano inoccupati perché le imprese locali non riescono a trovare persone con competenze e specializzazioni adatte a ricoprire determinate mansioni”.

Intanto con l’annunciata chiusura del Tribunale Militare di Napoli, la Campania rischia di perdere un ulteriore indotto: “Nella nostra regione abbiamo già assistito a numerose chiusure di sedi giudiziarie. Chi prende queste decisioni non ha valutato, ancora una volta, quali siano realmente i vantaggi e gli svantaggi. I costi non sono diminuiti, mentre la macchina della giustizia si va ad intasare, con cause su cause che si accumulano. Tutte queste chiusure – conclude Nappi - contribuiranno solamente ad un turismo giudiziario con direzione Roma, riducendo di molto la produttività della giustizia. Per risparmiare i soldi di una sede, si vanno a creare tanti altri problemi, che forse chi prende queste decisioni neanche conosce, visto che queste chiusure vengono fatte a tavolino, senza ascoltare le parti in causa come ad esempio i giudici e gli avvocati”.

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