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Municipalità X, intervista al candidato presidente Chioccarelli: "Eventi e fiere, Fuorigrotta deve ritrovare la sua vocazione"

L'intervista al candidato sostenuto dalle liste che propongono Antonio Bassolino sindaco

Si avvicinano le elezioni amministrative a Napoli, in programma i prossimi 3 e 4 ottobre. A rinnovarsi – oltre alla carica di primo cittadino – non è soltanto il consiglio comunale, ma anche i consigli della 10 Municipalità in cui la città è divisa, e quindi i presidenti di queste.

Nel dettaglio, questa serie di interviste riguarda la X Municipalità (Bagnoli e Fuorigrotta). Abbiamo fatto le stesse tre domande a tutti i candidati alla presidenza: ecco come ha risposto Maurizio Chioccarelli, espressione delle liste a sostegno del candidato sindaco Antonio Bassolino.

LE INTERVISTE AGLI ALTRI CANDIDATI

-Quali sono i principali problemi della X Municipalità, e su cosa si impegna immediatamente di agire?
"Io sono nato e cresciuto a Fuorigrotta, ho 57 anni. Ho sempre fatto attività politica nel mio quartiere, con grande disponibilità e solo per passione, dato che lavoro da 35 anni. Una cosa che ritengo sbagliata è aver depauperato il quartiere dei suoi uffici comunali. Avevamo una sezione del Comune a Fuorigrotta che era efficiente, un punto di riferimento per 75mila abitanti, per tre quarti degli abitanti della Municipalità. Esiste ancora, ma lavora poco. Il disagio creato si è avvertito molto nel quartiere. La prima cosa da fare è trovare le risorse, l'organizzazione, per riaprire totalmente quegli uffici. Ecco, tornare all'ordinarietà".

-Quelle relative all'area ex Italsider e all'ex Nato sono due vicende irrisolte da lungo tempo. Che posizione ha al riguardo?
"Anche negli ultimi dieci anni a Bagnoli un po' di tempo si è perso. Si sono fatti passi in avanti, però secondo me troppo poco e nulla di tangibile per i cittadini. Farò la mia parte, sarò presente – non sono stato un attore delle varie riunioni sul territorio, non ho il polso di chi ha vissuto in prima linea questa vicenda – con l'occasione che abbiamo con il Pnrr dobbiamo assolutamente accelerare, non si può più essere attendisti. Non si può più aspettare e servono segni di vitalità".
"Per l'area ex Nato il discorso è un po' differente, lì c'è una Fondazione che ha voce in capitolo, però anche in questo caso penso ci sia stata una gestione troppo di basso profilo, troppo ai margini. Immagino qualcosa di più coinvolgente, per tutte le risorse del territorio e non per pochi".

-In molti lamentano, sia per motivi di quiete che di viabilità, lo sviluppo della movida a Bagnoli e la presenza dello stadio Maradona in un quartiere popoloso come Fuorigrotta. Cosa ne pensa?
"Fuorigrotta è un quartiere che ha avuto l'opportunità di crescere in modo più programmato, questo a partire dal dopoguerra. È votata ad accogliere eventi, una vocazione che va sostenuta e rilanciata. È dove sono cresciuto, e ricordo che i ragazzi del quartiere erano tutti impegnati negli eventi fieristici. C'era possibilità di lavoro per tanti, c'era un grande coinvolgimento. Poi qualcosa è cambiato, soprattutto dopo Italia '90 in cui il quartiere è stato devastato, uno dei pochi grandi eventi al mondo che anziché portare sviluppo ha portato un peggioramento. Serve rilancio, questo chiaramente senza danneggiare i residenti. La soluzione perfetta non esiste ma c'è l'attenzione al problema, bisogna sedersi tutti in una vera conferenza dei servizi e trovare l'equilibrio".
"Anche per quanto riguarda la movida di Bagnoli: dev'esserci possibilità di fare impresa ma anche dei cittadini di poter dormire. Bisogna ragionare insieme, senza delegare".

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