Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Comunali, la candidata presidente Chiara Capretti: "C’è bisogno di nuovo verde pubblico e spazi per bimbi e famiglie"

"Sono innumerevoli i chiostri di ex conventi e spazi ancora chiusi alla cittadinanza (pensiamo a Gesù e Maria e all'Ospedale Militare ecc.) e molto si può ancora fare per allargare le aree mercatali e dare spazio all’artigianato e alle filiere corte e sostenibili", spiega a NapoliToday la candidata presidente alla II Municipalità

In vista delle Elezioni Comunali 2021, in programma il 3 e 4 ottobre, NapoliToday ha posto tre quesiti (uguali per tutti) ai candidati presidente della Municipalità II. L'intervista a Chiara Capretti, che fa parte della coalizione che sostiene il candidato sindaco Alessandra Clemente.

-Quali sono i punti principali del suo programma elettorale che intende applicare una volta eletto come Presidente?

"Innanzitutto c’è un tema fondamentale che riguarda molto la nostra municipalità: gli effetti dell’incremento di massa del turismo che da un lato svela la meraviglia di Napoli nel mondo, dall’altro lato diventa una “monocultura” in cui i servizi e gli esercizi commerciali sono “pensati” esclusivamente per il turista, a discapito degli abitanti producendo una grande ricchezza che però non viene assolutamente ridistribuita.

Dobbiamo tutelare gli interessi degli abitanti e dei lavoratori. C’è fame di spazi di socialità e di verde nei nostri quartieri, che vedono solo tre parchi sul territorio, il Ventaglieri, il Viviani e il parco dei Quartieri Spagnoli con orari di fruizione limitati, che vanno innanzitutto estesi anche con forme innovative di gestione con associazioni del territorio se necessario.

E c’è bisogno di scoprire nuovo verde pubblico e spazi per i bambini e le famiglie. Per esempio sono innumerevoli i chiostri di ex conventi e spazi ancora chiusi alla cittadinanza (pensiamo per fare due esempi al Gesù e Maria e all'Ospedale Militare ecc.) e molto si può ancora fare per allargare le aree mercatali e dare spazio all’artigianato e alle filiere corte e sostenibili.

C’è da tutelare con forza il diritto alla casa contro il caro affitti e il rischio aumentato degli sfratti. A Napoli più del 50% delle famiglie non è proprietaria di casa. Bisogna spingere perché il Comune limiti le licenze per i Bnb , riveda i canoni di concessione degli immobili e del sottosuolo comunale e orienti i ricavi della tassa di soggiorno alla tutela del diritto alla casa, per implementare i servizi e la vivibilità.

Vogliamo spingere per un tavolo regionale che allarghi le funzioni della polizia municipale e il coordinamento con gli altri organi di polizia anche per quanto riguarda il controllo dell’evasione fiscale soprattutto rispetto al lavoro sommerso.

Ho sentito dire spesso dalle altre forze politiche che Napoli deve diventare una città europea, come Milano. Non troverete manifesti funerari al centro di una città europea, a Napoli sì. Napoli piace perché conserva ancora la sua anima sincera, non è patinata, non nasconde le sue difficoltà, le classi popolari non hanno abbandonato il centro storico e creano legami che combattono la solitudine. Noi faremo di tutto, con un confronto costante con gli abitanti, per tutelare questa ricchezza e per avere più diritti e più giustizia sui territori".

-Dispersione scolastica e fenomeno baby gang. Come si può riuscire concretamente a dare delle opportunità ai più giovani?

"In tanti quartieri di Napoli e del suo centro storico si nasce condannati. E dove si ferma l'immaginazione e la speranza spesso nasce la rabbia, la frustrazione, la violenza come unico linguaggio. E crescono la dispersione scolastica, la violenza di gruppo, le cosiddette baby gang.
Il primo punto quindi è l’impegno politico a cui vanno spinte tutte le istituzioni per fermare le disuguaglianze. Inutile girarci intorno. Altro che attacchi al reddito di cittadinanza, serve allargarlo alle tante famiglie numerose e in difficoltà che non possono ancora avervi accesso, servono investimenti seri sul lavoro, serve smetterla di garantire opportunità, spazi e bellezza solo a chi abita nei “salotti” di Napoli. Quello che invece da subito, come Municipalità, possiamo iniziare a fare è innanzitutto conoscere, ascoltare e dare voce ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze e delle loro famiglie per renderli protagonisti nei quartieri. Da tempo la Municipalità non porta avanti una costante inchiesta statistica sul territorio. Conoscere i numeri e la modalità in cui i fenomeni sociali si manifestano è l’unico modo per pianificare con trasparenza i servizi, il lavoro delle educative territoriali, l’impatto della scuola, e poter fare quindi una valutazione costante per potenziarli e migliorarli. Costruire “case di quartiere” individuando edifici pubblici abbandonati come spazi di democrazia, comunità e per il tempo libero (sport, teatro, musica, formazione ecc.) con sportelli sociali municipali per intercettare i bisogni del territorio. Attivare una piattaforma di sostegno volontario “uno a uno”, un volontario educatore e uno studente in difficoltà, come programma di supporto scolastico che crediamo necessario soprattutto dopo la drammatica esperienza della DAD che ha impattato duramente sulla dispersione e sulla partecipazione scolastica".

-Movida, come far coesistere le esigenze dei frequentatori dei locali con quelle dei residenti, che lamentano da anni problemi di ordine pubblico e di inquinamento acustico fino a tarda ora?

"Bisogna assolutamente limitare l’espansione indiscriminata dei tavolini nei vicoli che aumenta gli assembramenti sulle strade creando difficoltà nella viabilità degli abitanti e arrivando addirittura a rallentare in alcuni episodi l’intervento delle ambulanze. Il disturbo principale per gli abitanti non avviene semplicemente per il chiacchiericcio numeroso, ma essenzialmente per la musica ad alto volume soprattutto se ha bassi che creano vibrazioni percepibili nei palazzi. Non c’è da girarci intorno, su questo i locali sono ancora assolutamente inadeguati in termini di insonorizzazione e bisogna che i controlli in materia siano efficaci.

Se vogliamo però davvero affrontare il tema della movida dobbiamo rovesciare il discorso e partire non solo da quello che oggi è ma dalle potenzialità che può avere con una pianificazione e gestione reale dell'economia della vita notturna, della definizione degli spazi urbani utilizzabili, del miglioramento della mobilità, della tutela della salute pubblica.

Rovesciamo completamente l’approccio partendo dall’ascolto dei numerosi attori del settore, dalle associazioni culturali, ai comitati degli abitanti, alle esperienze di sperimentazione culturale e musicale che rappresentano possibilità creative e innovative per immaginare piattaforme condivise che vadano a diversificare e implementare l’offerta culturale, musicale e ricreativa sul territorio, per renderla diffusa e accessibile rispettando le esigenze degli abitanti e implementando la diffusione di eventi anche su altre porzioni del territorio municipale.

E’ indispensabile inoltre, spingere perché l’amministrazione comunale vada ad implementare l’offerta dei servizi di mobilità per la notte, che ad oggi impediscono ancora fortemente di evitare l’utilizzo dei motoveicoli e di sviluppare una socialità policentrica con un’offerta culturale e sociale adeguatamente diffusa su tutto il territorio comunale. ?Serve quindi intervenire innanzitutto sul prolungamento degli orari della Linea 1 della metropolitana e delle linee notturne dei pullman, per il potenziamento dei mezzi pubblici per la mobilità e stimolando le piattaforme e le possibilità di sharing".

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