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I cinque anni di Malinconico: "Tanti i progetti non realizzati"

Intervista al Presidente dell'Ottava Municipalità sfiduciato a pochi settimane dalla scadenza naturale della consiliatura. "Autovalutazione difficile, ma darei un voto di sufficienza piena a me e ai miei assessori"

La Municipalità VIII ha sede in una struttura polifunzionale. La piazza dalla quale si accede ha un nome emblematico e suggestivo: ‘Largo della cittadinanza attiva’. Prima della riforma del 2006 si divideva in tre quartieri: Piscinola – Marianella, Chiaiano e Scampia. Insieme alla Municipalità 7  ingloba la zona nord della città di Napoli. Il Presidente è  un avvocato penalista: Carmine Malinconico. Eletto a capo di una coalizione di centro-sinistra, in quota Rifondazione Comunista. Intervista a tutto campo:  i progetti avviati, le vele da abbattere per dare “una nuova immagine al quartiere”. “C’è voglia di riscatto-afferma - ma il sito di trasferenza sarebbe un’assurdità, siamo stati un territorio ‘generoso’…”

Presidente, qual è il bilancio di questi 5 anni di amministrazione, anche alla luce della nuova riforma che ha sostituito le vecchie Circoscrizioni con le Municipalità ?

E stato un avvio faticoso con difficoltà e problematiche irrisolte, nei primi due anni non avevamo né un bilancio né personale. Iil terzo anno abbiamo cominciato ad avere personale e qualche risorsa economica minima, abbiamo cominciato  a programmare attività , scontando difficoltà di rapporti con l’amministrazione centrale, ancora irrisolti. Il bilancio è necessariamente interlocutorio. C’è ancora da fare molto per un decentramento reale ed efficiente.

 C’è qualche “incompiuta”, o qualcosa che si rammarica di non aver realizzato?

Mi rammarico di non aver portato a termine alcuni grossi progetti che sono stati avviati. Faccio alcuni esempi: l’Università a Scampia, il sistema fognario della collina di Camaldoli , la riqualificazione di alcune aree urbane a Scampia e Chiaiano. Altri erano in programmazione: il progetto eco-energetico, l’abbattimento delle vele, la scuola di formazione per arti e mestieri, lo studentato per gli studenti fuori sede dell’Unversità. Alcuni di questi stanno diventando concreti, ma saranno realizzati nel prossimo futuro.

Questa Municipalità comprende gran parte dell’area nord di Napoli, quartieri che costituiscono le periferie della città. Quartieri sicuramente difficili per molti fattori: povertà, spaccio di droga, campi rom, presenza della malavita organizzata. In una parola: disagio sociale. Quali sono state le azioni messe in campo dalla Municipalità per modificare lo ‘status’ di questi quartieri, per trasformarli cioè da ‘quartieri - dormitorio’ a luoghi vivibili, che possano cioè  attrarre investimenti per realizzare infrastrutture multifunzionali  (pubblici e privati) che, attraendo cittadini da fuori Scampia,  ne superi la storica ghettizzazione? 

Ci sono alcune cose realizzate: l’istituto alberghiero con 300- 400 iscrizioni provenienti anche dall’esterno del quartiere, una migliore gestione delle aree verdi Ad esempio, siamo la Municipalità con la  maggiore quantità di verde di tutta Napoli, abbiamo comprato dei macchinari e oggi siamo meglio attrezzati anche su questo versante. Quello che a me  rammarica è che alcuni progetti, che avevano proprio questa finalità, cambiare la fisionomia del quartiere, non hanno visto la loro realizzazione. Il progetto eco energetico con fonti alternative, coinvolgeva la Beghelli;  la scuola di formazioni per arti e mestieri dello spettacolo (elettricisti, scenografi, truccatori, falegnami) in una struttura individuata a Piscinola, stanno realizzando la Facoltà di Medicina con alcuni corsi sperimentali (scienze dell’alimentazione umana e  lauree brevi ndr) nell’ambito della quale   pensavamo di costruire uno studentato, con l’obiettivo di rompere l’isolamento di Scampia e far vivere il quartiere anche a ragazzi esterni al territorio, e determinare così un maggior scambio interculturale.  Poi la valorizzazione della casa natale di Sant’Alfonso dei Liguori, a Marianella, meta di continui pellegrinaggi. Stiamo realizzando il terminal-bus per, e consentirà una razionalizzazione dei flussi di traffico in quella zona.  L’insieme di tutti questi interventi, pur nella sua parziale incompiutezza,  mi sembra vada contro la storica ghettizzazione del nostro territorio.

In questi anni film libri e quant’altro hanno catalizzato l’attenzione mediatica su questo quartiere. Contrapposte le reazioni: c’è chi dice che sia stato positivo perché è importante mantenere viva l’attenzione, chi invece sostiene che abbiano messo in risalto solo gli aspetti negativi. Qual è la sua posizione a riguardo? Non pensa che per rilanciare questi quartieri sia necessario costruire un ‘patto’ tra tutte le associazioni, istituzioni finalizzato al rilancio di questa parte di città?

Noi abbiamo costituito la consulta delle associazioni, numerose e alcune delle quali veramente valorose, e siamo soddisfatti. L’immagine del quartiere si cambia nel tempo, non certo in cinque anni di consiliatura. L’abbattimento delle vele per noi ha una valenza particolare, proprio in riferimento all’immagine di Scampia.  È simbolicamente importante per acquisire un’immagine nuova - nel progetto eco energetico era prevista una vela fotovoltaica progettata da uno scultore che avrebbe sostituito la ‘vela cattiva’- ma sino a questo momento ha proceduto con lentezza. Altro emblema del cambiamento di Scampia è rappresentato dagli imponenti lavori in corso  alla stazione della Metropolitana per renderla bella e accogliente, sì da far in modo che l’arrivo nel nostro quartiere  rappresenti un evento piacevole e non degradante come spesso si ritiene, in modo tale da capire  che Scampia è un quartiere normale. Quando si arriva a Scampia, urbanisticamente le strade sono a prevalenza a dimensione autostradale  e il quartiere è prevalentemente un dormitorio. Quattro delle sette vele sono state abbattute ma lo svuotamento è avvenuto a macchia di leopardo e ciò ha  determinato il fatto che rimanesse sempre qualcuno dentro; si sono anche  messi ‘in sicurezza’ gli alloggi ma questo non ha impedito che si perpetrassero nuove occupazioni abusive. Culturalmente parlando il fermento esiste, ci sono diverse band musicali, caffè letterari e associazioni di volontariato, ma l’immagine di quartiere degradato permane. Aver acceso i riflettori  sulle criticità del territorio non è una cosa negativa in se. È importante. Ma le verità non sono mai unilaterali…Se i media o la letteratura hanno evidenziato le criticità, spesso però le cose positive risultano meno eclatanti.

Chiaiano. Qualche anno fa la decisione di aprire una discarica generò aspre contestazioni. La discarica è stata poi aperta, adesso è già piena. Verrà bonificata? Nelle settimane scorse si è parlato di un ‘sito di trasferenza’ a Scampia. Cosa ne pensa?

All’inizio si parlava di una portata di 700 tonnellate al giorno; oggi siamo a trecento ma è quasi satura, quando sarà esaurita si chiuderà, hanno parlato di ri -alberature e sistemazioni esterne, ma sono promesse. Dovremo vedere cosa effettivamente realizzeranno…Sul sito di trasferenza a Scampia di cui si parla in queste settimane, abbiamo approvato un documento di giunta critico verso questa ipotesi. Ho avuto un incontro col Sindaco, durante il quale ho manifestato tutta la contrarietà della coalizione e della giunta della nostra Municipalità rispetto al paventato sito di trasferenza.  Ho fatto presente che nel nostro territorio ci sono il carcere, il più grande campo Rom ufficiale (oltre a quello abusivo) della città, la più grande percentuale di case popolari, il più grande centro ASIA di compattatori della Campania (30000 mq) , un’enorme quantità di case da dismettere ancora non abbattute… Quindi, se diciamo che ‘abbiamo già dato’, nessuno potrà smentirci, se c’è un territorio che è stato tanto ‘generoso’ con la città è proprio il nostro... Del resto attraverso le nuove costruzioni sostitutive delle vele,  i nuovi parchi,  si ha la prova della grande voglia  di riscatto dei nostri cittadini, che stanno dimostrando di apprezzare il decoro, non commettendo abusi,  stendendo i panni nella zona servizi e non sulla strada, montando tende dello stesso, tutte queste cose  dimostrano una voglia  di voltare pagina che sarebbe mortificata da una scelta , come il sito di trasferenza,  che ci vedrebbe nuovamente nel ruolo di quartiere della  residualità  e della marginalità di Napoli, dal quale con tanta fatica cerchiamo di venir fuori.     

Secondo Lei, rispetto all’annoso problema rifiuti, una maggiore delega alle nuove Municipalità, nell’organizzazione e gestione della raccolta differenziata, non potrebbe costituire una svolta radicale per uscire da questa assurda situazione?

Penso proprio di sì, ci organizzeremmo facendo un lavoro di coinvolgimento con le  parrocchie, le scuole, le associazioni. Il decentramento di questo servizio, unitamente alla riqualificazione urbana, i parchi, le nuove abitazioni, potrebbe essere una spinta ulteriore per il rilancio di questo quartiere. A mio avviso è proprio su questa tematica che il decentramento avrebbe avuto più senso.

Che voto darebbe al suo operato e quello dei suoi Assessori?

L’autovalutazione è sempre difficile. Ad ogni modo darei un voto di sufficienza piena, sia a me che ai miei assessori.

 

NOTA DEL REDATTORE: Si precisa che l’intervista è stata realizzata prima della sfiducia al Presidente Malinconico. La sfiducia è avvenuta a pochi settimane dalla scadenza naturale della consiliatura.

 

Abbiamo interpellato due consiglieri della Municipalità VIII per sapere da loro un giudizio sull’operato del Presidente Carmine Malinconico. I due Consiglieri sono Gennaro Cotroneo di Sel per la maggioranza, e Salvatore Guangi nel PDL, per l’opposizione.

La domanda per entrambi è la seguente: Come giudica l'operato della Presidente Carmine Malinconico nell'arco di questi 5 anni ? 

Gennaro Cotroneo (SEL): Credo che il centrosinistra nel suo complesso abbia avuto molte responsabilità nella poca concretezza amministrativa di questi anni, ma non addosserei tutte le responsabilità sull'ex presidente Carmine Malinconico. Non va dimenticato lo spettacolo vergognoso offerto dai consiglieri eletti nelle liste del centro sinistra e che sono passati al centro destra dimostrando scarso senso di responsabilità. Un gesto che allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni. Molte sono state le idee e i progetti portati comunque avanti, la costituenda facoltà di medicina a Scampia i cui lavori sono in una fase avanzata,  il progetto dello studentato per gli studenti fuori sede, la fermata della metropolitana che nei prossima mesi sarà aperta in una veste totalmente ridisegnata, e la riqualificazione delle zone limitrofe. È stato aperto con il nostro contributo la scuola alberghiera nel nostro quartiere, con oltre quattrocento iscritti al primo anno. Prosegue, anche se con difficoltà il piano di riqualificazione di Scampia che prevede l'abbattimento delle vele e la costruzione di quasi mille alloggi (quasi ultimati) sostitutivi. Una cosa va aggiunta: la mancata assenza propositiva del centrodestra che non ha presentato mai nessuna proposta o progetto alternativo. Si sono solo prodigati ad acquisire transfughi provenienti dal centrosinistra per poi sfiduciare il presidente ad una sola settima dalla scadenza naturale della consiliatura. In sintesi: se il centrosinistra non ha brillato il centrodestra ha sicuramente fallito come forza capace di proporre un alternativa seria...I cittadini sapranno distinguere fra la demagogia e la propaganda elettorale e la serietà di chi pur fra mille difficoltà si è impegnato seriamente per il riscatto del nostro territorio.

Salvatore Guangi (PDL): Il Presidente, per quanto professionalmente fosse bravo, politicamente è stato una 
grandissima delusione sia per noi consiglieri che per i cittadini della Municipalità VIII. Sistematicamente assente sia sui piccoli e grandi problemi del territorio, sia in consiglio. È pur vero che in questi 5 anni sono mancate sia le risorse che i mezzi per operare e così è stato per tutte le Municipalità. Credo comunque che questo Presidente  e la sua maggioranza abbiano fallito, disattendendo il mandato datogli dagli elettori. Lo dimostrano anche i 
continui cambi di casacca da parte di consiglieri che si sono susseguiti negli anni e i continui attacchi portati al Presidente e alla maggioranza dai consiglieri dello stesso schieramento. Ci auguriamo che prossimamente possa essere indicato a Presidente della nostra Municipalità sia a destra che a sinistra una personalità che conosca bene il territorio e che lo rappresenti degnamente. Cito un solo esempio: il Presidente stilò un programma di fine consiliatura che conteneva pochi punti importanti e anche questo non è stato portato avanti. Avrebbe dato un senso a questi 5 anni di mandato.

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