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Comune di Napoli, per la Giunta spunta la Ciarambino

L'alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle potrebbe portare la consigliera grillina dalla Regione a Palazzo San Giacomo

Ci sarebbe anche Valeria Ciarambino in corsa per un posto nella Giunta che Gaetano Manfredi sta componendo per guidare Napoli nei prossimi cinque anni. L'alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle spiana la strada a una trattativa che in ambienti grillini danno, se non per scontata, già bene avviata

D'altronde il risultato elettorale ha sancito rapporti di forza più o meno equilibrati tra le prime tre liste con Pd, Manfredi sindaco e Movimento che hanno ottenuto rispettivamente sei, cinque e ancora cinque consiglieri. Più che possibile, quindi, che il volto locale più noto dei pentastellati possa avere una dote importante da mettere sul tavolo. 

Il confronto è partito e prosegue serrato, giorno dopo giorno, e apre un altro quesito. Quale sarà il destino dei 5 Stelle in Consiglio regionale. Sarebbe quantomeno curioso che dopo la foto che ritrae De Luca, Fico e Di Maio con il pollice in sù, a celebrare la vittoria di Manfredi, Ciarambino &Co. restino all'opposizione, se pure più blanda di quella portata avanti nel quinquennio 2015-2020. Possibile quindi che il Movimento passi in maggioranza, seguendo le indicazioni che arrivano dal Governo e da Napoli e, soprattutto, da Giuseppe Conte. Ciò potrebbe significare anche rimpasto della Giunta regionale e anche in questo caso ricompare il nome di Valeria Ciarambino. 

A questo punto, però, l'ostacolo sarebbe rappresentato dal rapporto, da sempre burrascoso, tra la leader campana dei grillini e il presidente della Regione. Se la prima ha criticato aspramente l'operato del governatore, soprattutto sulla gestione dell'emergenza sanitaria, il secondo non ha mai risparmiato alla consigliera frasi caustiche, al limite dell'offesa personale. Motivo per cui, la nomina come assessore a Napoli potrebbe essere il compromesso meno doloroso per "festeggiare" l'alleanza. 

L'incarico non è compatibile con quello di consigliere regionale e quindi la Ciarambino dovrebbe dimettersi. Senza dimenticare, però, che nel 2023 si vota per le Politiche e dopo un anno e mezzo in Giunta potrebbe anche puntare a un posto in Parlamento.   

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