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Gasparri, tweet discriminatorio e da stadio: "Viva il Vesuvio"

Il forzista, commentando "In mezz'ora" di Lucia Annunziata, ha anche dato dell'analfabeta alla conduttrice e chiamato "Caccamo" l'intervistato. Ma peggio ancora è stato il tentativo di riparare alla gaffe

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri, non nuovo a gaffe, domenica se ne è inventata un'altra delle sue, commentando con un tweet non elegantissimo la trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora": in un colpo solo, l'ex ministro delle Comunicazioni ha dato dell'analfabeta alla conduttrice, ha paragonato Raffaele Cantone a Caccamo (caricatura in salsa partenopea inventata da Teo Teocoli), e ha chiuso con "Viva il Vesuvio".

Il tweet a molti naturalmente non è piaciuto. Francesco Borrelli e Gianni Simioli alla Radiazza hanno risposto così: "Una frase finale della quale non si riescono a comprendere né l’utilità né la simpatia, sopratutto perché i napoletani se la sentono ripetere quasi ogni domenica in quasi tutti gli stadi italiani”.

“Probabilmente – questa la teoria dei due conduttori della trasmissione di Radio Marte – Gasparri voleva arruffianarsi Matteo Salvini la cui presenza in coalizione con Caldoro sta creando notevoli malumori, al punto che è stata nascosta dietro una improbabile sigla Lega Sud Ausonia una lista federata alla Lega Nord nei tanti anni di gestione di Umberto Bossi”. Insomma: "simpatia" da elezioni regionali.

Intanto Gasparri nel difendersi, nello spiegare che le sue intenzioni non fossero affatto discriminatorie, è riuscito a peggiorare la situazione: “Avete la coda di paglia, un complesso, si può inneggiare senza doppi pensieri, così campate male”. E ne ha avute anche per NapoliToday: quanto da noi scritto a suo proposito viene definito "strumentale", "ridicolo", "in malafede". "Negli stadi urlano altro", tiene a spiegarci. Sì, è vero, urlano anche altro. Negli stadi.

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