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Forum delle Culture i Giovani Democratici si interrogano sul futuro

Il congresso “Forum delle Culture e Riqualificazione urbana: quale futuro per la nostra città?”, organizzato dai Giovani Democratici di Napoli ha affrontato preventivamente le tematiche del forum interrogandosi sul futuro per i giovani e la città

Il Forum Universale delle Culture è uno degli eventi mondiali che meglio riflettono lo spirito del nostro tempo: il multiculturalismo, l’accresciuta mobilità delle genti e il conseguente aumento dei punti di contatto tra le etnie, l’idea di villaggio globale. Promosso dall’Unesco, il forum ha cadenza triennale e focalizza l’attenzione delle nazioni partecipanti sulla città eletta a ospite dell’edizione. Le tematiche portanti sono la promozione del dialogo interculturale, la conoscenza tra i popoli e la divulgazione delle condizioni per garantire la pace e lo sviluppo sostenibile del pianeta. Barcellona, nel 2004, è stata la prima città in cui è fiorita quest’iniziativa, seguita nel 2007 da Monterrey e da Valparaiso per il 2010. L’edizione del 2013 è assegnata a Napoli.

Il congresso intitolato “Forum delle Culture e Riqualificazione urbana: quale futuro per la nostra città?”, organizzato dai Giovani Democratici di Napoli e provincia presso l’Istituto Cervantes, ha voluto affrontare preventivamente proprio quest’argomento. Come introduce Francesco Senese, responsabile alla Città di Napoli dei GD, l’intenzione è quella di «conoscere le idee, le proposte e le possibilità di attuazione del progetto. La città può proiettarsi nelle dinamiche multiculturali e di crescita sostenibile della contemporaneità» e il forum del 2013 è "uno step fondamentale per il rilancio di Napoli", aggiunge Valerio Di Pietro, segretario provinciale dei GD. "Per quanto sia difficile per dei ventenni, non vogliamo seguire la condotta del partito per cui l’interesse al territorio viene principalmente dalla campagna elettorale e dai tesseramenti".

Ad approfondire il discorso intervengono Marina Ripoli, responsabile alle Pari pportunità dei GD di Napoli e Nicola Oddati, assessore alla Cultura e allo Sviluppo del Comune di Napoli. "Questo è un progetto politico che va al di là del nostro impegno, poiché nei prossimi anni è possibile che perdiamo l’incarico. Ma è una grande occasione per la città e ci siamo preposti un obiettivo molto ambizioso" chiarisce orgogliosamente l’assessore. Per accogliere il forum infatti, sarà presentato al Consiglio Comunale un piano strategico di sviluppo urbano, simile a quello applicato a Torino nel 2000 e tante altri centri come Barcellona, Dublino e Pittsburgh. "Un vero e proprio piano regolatore a Napoli non è mai stato attuato: entro il 2013 il progetto-bandiera per il Forum delle Culture prevede la realizzazione di una zona franca urbana nell’area occidentale, il completamento della rete infrastrutturale (quella metropolitana su tutte) e la riqualificazione del centro storico, dichiarato “Patrimonio dell’Umanità Unesco” per 981 ettari». Un programma impegnativo per la città che nel 2007 è stata scelta a discapito di Fukuoka (Giappone) e Durban (Sud Africa) e che garantirà il rilancio economico, «possibile solo con il turismo".

Per l’evento che si terrà tra poco più di tre anni è prevista la costruzione di un agorà e di un parco con centro benessere, spazi espositivi e una sala conferenze. Inoltre la creazione di un acquario tematico, di un parco dello sport in grado di ospitare tre eventi allo stesso tempo, dei “Napoli Studios” per incoraggiare la lavorazione cinematografica e televisiva nel capoluogo campano. La ristrutturazione di Mostra d’Oltremare, Torre delle Nazioni e Città della Scienza è solo un’altra delle promesse dichiarate nel corso dell’incontro. Per il momento nell’ottobre 2008 alla Mostra d’Oltremare, 200 ragazzi dei cinque continenti hanno preso parte all’“Accampamento della Pace”, un’occasione di dialogo, confronto e crescita artistica per gli studenti, nonché un preludio all’evento. Le intenzioni sono molte ed ammirevoli e, nonostante Oddati citi Sofocle professando che “la politica si fa con le pietre e con le parole”, per i cittadini napoletani la diffidenza è inevitabile. La speranza, ancora una volta, è che la politica non si limiti alle parole e che il 2013 non sia l’ennesima occasione sprecata.
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