Evento istituzionale pro Palestina, i Radicali per il Mezzogiorno Europeo: "Vicini alla comunità ebraica"

Il commento all'iniziativa "La tragedia palestinese nella crisi del diritto internazionale" di Sarah Meraviglia, segretaria dell'associazione radicale

Sarah Meraviglia

"La tragedia palestinese nella crisi del diritto internazionale" è il titolo della manifestazione che si terrà il prossimo 29 gennaio al Maschio Angiono di Napoli, nell’Antisala dei Baroni. I Radicali per il Mezzogiorno Europeo hanno preso sull'iniziativa quella che definiscono "una netta posizione di contrarietà", sottolineando "la loro vicinanza alla Comunità Ebraica napoletana".

Così Sarah Meraviglia, segretaria dell’associazione Radicali per il Mezzogiorno Europeo: "I Radicali per il Mezzogiorno Europeo esprimono vicinanza all’Unione delle Comunità ebraiche italiane e alla Comunità ebraica di Napoli e prendono posizione rispetto alla diffusione della locandina di una conferenza dal titolo "La tragedia palestinese nella crisi del diritto internazionale"".

"L'iniziativa – prosegue Meraviglia – prevede altresì l’illustrazione di un ordine del giorno del Consiglio Comunale di Napoli che avrà ad oggetto la richiesta di un embargo militare nei confronti di Israele". "Pur ritenendo sacrosanti la libertà di espressione delle opinioni individuali e il libero confronto tra posizioni differenti – va avanti la segretaria dell'associazione – esprimiamo il nostro disdegno rispetto alla previsione di un evento simile. In una sede istituzionale del Comune di Napoli e a soli due giorni di distanza dalla Giornata della Memoria, il 27 gennaio anniversario della liberazione dei prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz".

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In particolare sull'ordine del giorno incentrato su di un embargo militare contro Israele i Radicali per il Mezzogiorno Europeo esprimono una contrarietà "sia da un punto di vista sostanziale che da un punto di vista formale". "Se Napoli deve realmente rappresentare "Città di Pace", come il sindaco Luigi de Magistris ha più volte ribadito – va avanti Sarah Meraviglia – ciò sta a significare che eventuali strumenti di pressione utilizzati dalle istituzioni cittadine debbano esser volti non all’appoggio di una delle due parti bensì ad una pacifica risoluzione del sanguinoso conflitto in corso. Sotto il profilo meramente formale l’ordine del giorno dei consiglieri appare affatto privo di fondamenta dal momento che l’embargo è risaputamente una sanzione economica stabilita da Stati o da organi appartenenti ad enti sovranazionali o internazionali quali il Consiglio di Sicurezza dell’Onu e il Consiglio Europeo".

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