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'Riparte il futuro': anche a Napoli si firma contro la corruzione al Parlamento

La proposta di Libera e Gruppo Abele: chiedere maggiore trasparenza ai candidati al Parlamento alle prossime elezioni in 5 punti da sottoscrivere. Si firma on line, oppure oggi alle 15.30 a piazza Santa Lucia

Anche a Napoli "Riparte il futuro". Su proposta di Libera e del Gruppo Abele, è partita in tutt'Italia una petizione per chiedere maggiore trasparenza ai candidati al Parlamento alle prossime elezioni governative.
Si firma on line sul sito riparteilfuturo.it, ma ci sono molti appuntamenti per poterlo fare anche nelle viarie città. A Napoli si firma oggi, 18 gennaio 2013, alle 15.30 in Piazza Santa Lucia.

"La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell'incertezza - si legge sul sito web dell'iniziativa -. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta (ci seguono solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali.

Il prossimo 24 e 25 febbraio verremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento. È il momento di chiedere che la trasparenza diventi una condizione e non una concessione, esercitando il nostro diritto di conoscere.

Per questo domandiamo adesso - continuano i promotori della petizione -, a tutti i candidati, indipendentemente dal colore politico, di sottoscrivere 5 impegni stringenti contro la corruzione. Serviranno per potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di legislatura e per rendere trasparenti le candidature".

I cinque punti che i candidati aderenti devono sottoscrivere:

1. Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”
2. Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti
3. Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato
4. Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale
5. Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari

L'appello di Don Luigi Ciotti: "Per non essere cittadini a intermittenza che rispondono soltanto in momenti di grande emotività [...] Dobbiamo metterci in gioco noi e chiedere di mettersi in gioco a chi si è candidato per creare insieme un nuovo patto. La lotta alla corruzione – e non solo alla corruzione – ha bisogno di graffiare le coscienze degli uni e degli altri in modo chiaro, pulito e trasparente. È un atto di democrazia"

Le iniziative precedenti: "Nel 2011 la campagna Corrotti di Libera e Avviso Pubblico - spiegano i promotori della petizione - ha raccolto un milione e mezzo di cartoline in cui si chiedeva l’impegno di governo e Parlamento ad adeguare il nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione.

Al momento della consegna in Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato che rappresentavano “un pezzo della storia d’Italia”.

Accanto a Libera e al Gruppo Abele, legandoci alla storia di Don Luigi Ciotti, vogliamo continuare questa lotta con mezzi nuovi, ancora più efficaci, per informare e coinvolgere il popolo italiano e soprattutto verificare che gli impegni presi dai politici vengano rispettati nei fatti".

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