Elezioni Politiche 2013

Arturo Scotto: "Lavoro e giovani in primo piano"

Candidato al parlamento per Sinistra Ecologia e Libertà alla circoscrizione Campania 1: "Questione sociale e questione generazionale devono tornare a legarsi. Oggi il lavoro giovanile è quello più sfruttato e precario"

Arturo Scotto

Ha un posto sicuro al Parlamento, frutto delle primarie del centrosinistra che si sono tenute a fine anno. Arturo Scotto, già Parlamentare dei DS, il più giovane della XV Legislatura. Oggi si dice "più pronto" per questa esperienza e porta con se il bagaglio della costruzione di un partito, Sinistra Ecologia e Libertà, con il quale ha ottenuto circa novemila preferenze. Parla di lavoro, giovani ma non dimentica la Campania e la sua città: Napoli, che vede come capitale del Mezzogiorno.

Cosa significa per Lei questa candidatura? C'è qualcosa che ha lasciato sospeso in Parlamento?

Due cose. La prima: ci arrivo con un'esperienza politica straordinaria nella costruzione di un partito, che appariva un miraggio e oggi è una realtà concreta che comincia a radicarsi nel lavoro, nel territorio e negli spazi di crisi del mezzogiorno e della Campania. Non sarebbe stata possibile la mia candidatura senza il contributo dei compagni e delle compagne del partito. Torno in Parlamento con una maturità maggiore. Nella XV legislatura ero il più giovane e fu un'esperienza straordinaria, ma probabilmente non avevo ancora l'esatta percezione della responsabilità che mi era stata attribuita. Oggi credo di essere un po' più consapevole della responsabilità. In sospeso ci sono tutte le questioni che noi avevamo messo in agenda: il superamento della legge 30, le misure di rilancio dell'economia del mezzogiorno.

C'è bisogno di sinistra nel paese, questo è lo slogan di Nichi Vendola. Come ha intenzione di portare la sinistra in Parlamento, quali temi trattare?

Lavoro e giovani. Questione sociale e questione generazionale devono tornare a legarsi. Non c'è dubbio che le primarie hanno fatto emergere con forza queste questioni. La questione generazionale ha vissuto una curvatura solo sul terreno del ricambio delle classi dirigenti. Il tema è riaccendere l'ascensore sociale e la mobilità sociale. Ridare la possibilità ai giovani di arricchirsi dal punto di vista formativo. Oggi il lavoro giovanile è quello più sfruttato, sottopagato e precario. Il secondo punto è la questione della riforma della politica. Vedo molti soloni in giro, alcuni tentativi rispetto a chi andrà ad assumere funzioni parlamentari, di smontare le istituzioni per far si che si riformino. Io credo che dobbiamo separare la politica dalla gestione e introdurre una legge trasparente per il trasferimento dei rimborsi ai partiti, che servono, se non vogliamo finire nelle lobby finanziarie, ma vanno ridotti e rendicontati. Va messa in campo una legge più forte contro la corruzione. Io non credo che sia possibile immaginare un condannato in primo grado per associazione mafiosa candidato e anche per quanto riguardai reati contro la pubblica amministrazione. Credo che vada riattivata una forma di partecipazione maggiore da parte del paese. Io vedo che l'assessore al comune di Napoli si è candidato in Veneto per la lista Ingroia. Lui aveva avuto un'intuizione interessante con le assemblee del popolo, tuttavia mi sembra chiaro che questo esperimento sia tramontato dopo gli entusiasmi iniziali e lui anziché candidarsi in Campania lo ha fatto altrove.

Quali temi, secondo lei, hanno la priorità in questo periodo storico? E quali trattare nei primi cento giorni?

Io credo che la strada imboccata nel corso degli ultimi cinque anni da tutti i governi europei sia fallimentare. Mettere in campo una politica anticiclica dal punto di vista economico che introduca politiche pubbliche. Un esempio: quando Roosevelt arrivò al governo nel 1933 attivò le leve pubbliche dell'economia introducendo misure che rilanciavano i lavori pubblici e mettevano in campo un lavoro di rilancio dell'economia, introducendo forme di specializzazione produttiva soprattutto manifatturiera e automobilistica. Misure per il recupero e messa in sicurezza del territorio, fino a immaginare un processo di forestazione. Pensiamo che bisogna lavorare in questa direzione: senza opere pubbliche che non servono a niente e introducendo misure che mettano al centro il trema del recupero del territorio. Credo che vada fatto un grande piano sulla scuola pubblica, su innovazione e a ricerca. Una grande intuizione che fu portata avanti nel corso negli ultimi anni fu quello del trattato di Lisbona e mettere in piedi la prima grande economia della conoscenza. Noi dobbiamo investire in qualità e spostare 2 punti di PIL su scuola, università e ricerca. Sbloccare un nodo scoperto: i soldi alla cassa depositi e prestiti. Giacciono 224 miliardi di euro che dovrebbero essere orientati verso investimenti pubblici.

Come risolvere la questione meridionale dal Parlamento e come risollevare la Campania?

Pesiamo che vada riaperta la stagione e gli interventi sul mezzogiorno, i fondi europei non possono essere solo in capo alle regioni, da questo punto di vista Barca ha dato un contributo significativo. Questi fondi vanno orientati verso misure di crescita e di sostegno al reddito. La Campania va liberata da una doppia situazione che l'affoga: il provincialismo estremo di cui sono protagonisti i maggiori amministratori del territorio: Stefano Caldoro, il quale dopo anni in cui ha tentato di impedire che si risanasse l'accordo Pdl-Lega si ritrova di nuovo dentro ad una coalizione che ha rovinato il mezzogiorno). Poi dal provincialismo di De Magistris, vedo che anziché attaccare Nicola Cosentino e il centrodestra attacca la coalizione di centrosinistra. Vorrei ricordare a De Magistris che condannare Napoli a stare ancora una volta all'opposizione di un governo è un errore politico di dimensioni grandi e che questa città non si può permettere, in una situazione in cui la disoccupazione è al 42% e gli ultimi governi sono distinti per i tagli ai trasferimenti. Napoli ha bisogno di tornare centrale nella politica del paese. Mi sembra che questo disegno non sia nella testa di queste classi dirigenti.

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