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De Luca punta su lavoro, sviluppo industriale e turismo

De Luca, in conferenza stampa, parla delle sue idee per la regione rivolgendosi a tutti i cittadini senza distinzione di “colore”. Ribadisce la necessità di una politica territoriale, il suo no al nucleare, sviluppo industriale

L’esito imprevedibile. Primarie annullate e Vincenzo De Luca candidato alla conquista di Palazzo Santa Lucia, sfiderà Stefano Caldoro, il socialista lanciato dal Pdl . Ma il percorso che ha portato alla candidatura del primo cittadino salernitano è stato a dir poco travagliato. Notoria e decennale la sua critica nei confronti di Bassolino, si è palesata in modo evidente con l’intenzione di candidarsi alla guida della Regione.
Prima il tentativo di ricercare un’alleanza con l’Udc rivelatosi infruttuoso; tanti nomi, da Pasquino a Trombetti; le primarie inizialmente indette per il 24 gennaio slittate al 7 febbraio, Cascetta lo sfidante ipotizzato in un primo momento; la lettera di quest’ultimo a Bersani ha svelato le vere intenzioni dell’assessore ai trasporti.

Quindi la necessità di trovare uno sfidante bassoliniano al primo cittadino salernitano. Riccardo Marone , già vicesindaco di Napoli e attualmente assessore regionale al turismo fedelissimo del presidente si era detto disponibile. Due ore prima della chiusura dei termini per le candidature alle primarie il colpo di scena, Marone fa un passo indietro, De Luca rimane l’unico candidato e vincitore “a tavolino”: primarie annullate.

La conferenza stampa indetta in un primo momento dal sindaco per presentare la sua candidatura alle primarie assume connotati diversi: De Luca diviene il candidato alla presidenza della regione . Tre partiti lo appoggiano al momento (API, PD, Verdi). Location della conferenza stampa una gremita sala dell’Hotel Vesuvio, sul lungomare partenopeo. Nei giorni scorsi era stato il leader dell’API Rutelli a lanciare con forza la candidatura di Vincenzo De Luca.
De Luca, Campania Libera” lo slogan sul grande manifesto alle sue spalle; in sala tra gli altri si sono visti il rettore dell’Università di Salerno Pasquino, l’architetto Nicola Pagliara, il filosofo Biagio De Giovanni. Poi l’ex segretario regionale Tino Iannuzzi, Luisa Bossa, Teresa Armato, Piccolo, Maria Fortuna Incostante; oltre ai tre segretari regionali (Amendola, Borrelli e Cesario).

I ringraziamenti iniziali sono per il presidente Napolitano;Gerardo Chiaromonte. Figli entrambi di queste terre. Poi un ringraziamento a Riccardo Marone, per aver fatto un passo indietro e poi quello più “atteso” rivolto ad Antonio Bassolino “appartiene alla storia politica, civile e democratica del meridione con le sue luci e le sue ombre.”
Il sindaco parla di una vera e propria battaglia di liberazione, da vincere – spiega - sprigionando tutte le risorse di militanza di cui si dispone.
Si rivolge a tutti i cittadini, senza distinzione di appartenenza destra, centro e sinistra. E parla di fuga di cervelli, definendola “migrazione biblica”.  Il richiamo alle radici e al territorio diventa frequente nel suo discorso. La scossa che De Luca dà è rivolta a tutte le forze di politiche: non c’è spazio per i tatticismi ma solo per le idee, ma è secco il suo no ad una coalizione “simile ad un condominio rissoso e inconcludente”. La responsabilità per “impedire che questa regione finisca nelle mani della camorra organizzata, quella vera”.

Si rivolge all’Udc parlando di necessità di “rinnovamento radicale nelle politiche regionali” e all’Italia dei valori, spiegando i motivi dei suoi procedimenti giudiziari e precisando che  “lezioni di moralità non ne accetto, semmai ne do”. Ribadisce il suo no al nucleare e alla gestione privata dell’acqua.

I punti programmatici sono pochi ed essenziali: lavoro e sviluppo industriale da rilanciare, paragona la Campania alla Germania dell’Est. Poi l’idea forte: fare della Campania un immenso distretto turistico, operazione, dice il sindaco, favorita dalla bellezza dei luoghi di questa terra. I fondi europei come arma per poter fare tutto ciò. “Cosa ha di meno Napoli rispetto a Valencia o Barcellona?” la domanda che De Luca rivolge alla sala. 
Sburocratizzazione della macchina regionale, valorizzazione della gente volenterosa e   decentramento dei poteri “ la regione legifera e programma, non gestisce; la regione non è una pro loco”. Risate in sale. Il no forte e chiaro scandito tre volte, alla politica nella sanità. Applausi.
La scommessa arriva poi sul fronte delle politiche sociali: “chi ci impedisce di diventare la prima regione come numero di asili nidi per la fascia 0-3 anni.” La precisazione è d’’obbligo: “Io sono un uomo libero, non sono il terminale di correnti di partito. Non ho padrini alle spalle.”

Una nuova primavera è quella invocata dal primo cittadino salernitano, un sussulto democratico, un movimento di libertà. La sfida è lanciata, a lui toccherà l’arduo compito di ampliare la coalizione. Il conclusivo saluto al Cardinale Sepe, che a volte ha saputo “meglio di noi politici interpretare i bisogni e le esigenze della gente di queste terre.”
L’obiettivo principale – ha ribadito infatti Enzo Amendola, segretario campano del PD– “è costruire una coalizione ampia, avviando una discussione basata innanzitutto su di un programma condiviso: il nostro obiettivo è battere una destra a trazione leghista e guidata dalla regia di alcuni personaggi accusati di essere collusi con la camorra”.
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