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Primarie, Ranieri: "Voto falsato ma non mi candido"

L'esponente del Pd sconfitto: "Il voto è stato chiaramente offuscato dalla frenesia di qualcuno di vincere a ogni costo. Vedremo che cosa deciderà il Collegio dei Garanti"

"Il voto è stato chiaramente offuscato dalla frenesia di qualcuno di vincere a ogni costo, frenesia che ha prodotto fenomeni inaccettabili di raccolta dei voti che sono stati segnalati già domenica. Vedremo che cosa deciderà il Collegio dei Garanti". In ogni caso, "non voglio prendere in considerazione l'idea di giungere al successo personale grazie al Collegio". È quanto afferma, intervistato dal Mattino, il candidato alle primarie di Napoli Umberto Ranieri.

"In quel caso, confesso che sarei molto esigente fino a rinunciare a candidarmi. "Certo", neanche Cozzolino potrebbe più ricandidarsi: "Si azzererebbe tutto" mentre sul voto di domenica osserva che "va valorizzata la partecipazione, ma vanno sanzionati i comportamenti irregolari per un motivo di fondo: la politica a Napoli sta morendo per diverse ragioni. La tentazione del clientelismo, la mancanza di regole e comportamenti che sfiorano l'illegalità".

Ranieri lamenta che contro di lui "ci sono stati dei colpi bassi" dall'interno del partito mentre sullo strumento delle primarie a Napoli afferma: "Bisogna perfezionarle, renderlo uno strumento davvero efficace".

Alla domanda se con Cozzolino rivinca il bassolinismo, Ranieri replica: "Il bassolinismo era un sistema di potere che ruotava in ogni caso intorno ad alcuni principi e interessi politici. Su queste basi costruiva il consenso. Oggi la raccolta del consenso spesso avviene sulle speculazioni dei bisogni e del degrado".

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