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La campagna elettorale di Morcone: "Per i napoletani maggiore vivibilità"

L'incontro con il prefetto sponsorizzato da D'Alema alla Stazione Marittima. "Credo nella partecipazione come costruzione di un'identità comune. Il dialogo e l'ascolto come cultura e pratiche da difendere"

"Morcone... chi?” ormai potrebbe essere uno slogan. Sicuramente è questa la domanda alla quale il Prefetto Mario Morcone prova a dare una risposta. Gli è stato affidato un compito importante e delicato: la corsa alla carica di Sindaco. Incarico non semplice visto che da una settimana è già partita anche la corsa dell’eurodeputato Idv Luigi De Magistris.

Lo sa bene il Presidente del Copasir Massimo D’Alema che scende da Roma a dar manforte a Morcone. Al fianco di D’Alema siedono il Segretario Regionale Enzo Amendola e il commissario cittadino del partito Andrea Orlando. Ma l’importanza dell’evento è certificato anche dalle presenze (e dalle assenze) in sala. In prima fila c’è infatti Antonio Bassolino che ascolta con attenzione gli interventi al fianco di Tano Grasso e Giuseppe Balzamo, Presidente della decima Municipalità.

Il Prefetto esordisce scherzandoci su: “Morcone..chi? Sono io, finalmente mi potete vedere”, suscitando le prime simpatie e gli applausi della platea. Prova a descriversi: “Non ho mai militato in nessuna forza politica, ma non cavalco la demagogia dell’antipolitica. Credo nella partecipazione come costruzione di un’identità comune”. La sua analisi: “I napoletani hanno bisogno di maggiore vivibilità, è necessario creare le condizioni per ridare fiducia ai cittadini, a fronte del disagio sociale cresciuto in questi anni in tutta l’area metropolitana”. Ad ascoltare le sue parole tutto lo stato maggiore (locale) del PD Parlamentari: Maria Fortuna Incostante, Eugenio Mazzarella, Teresa Armato. I Consiglieri Regionali Angela Cortese, Antonio Marciano, Corrado Gabriele e Tonino Amato; i Consiglieri comunali Antonio Borriello, Emilio Di Marzio, Mario d’Esposito e Franco Verde, il Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Impegno e i Consiglieri provinciali Massimo Costa e Livio Falcone.

Gli argini entro cui proverà a muoversi Morcone: “Il dialogo e l’ascolto, come cultura e pratiche da difendere”. E poi il programma: “Da costruire insieme, un progetto per il futuro di un’area metropolitana che rappresenta il 15% della popolazione meridionale. Un progetto che preveda il completamento della metropolitana. Un’opera importante, di cui nessuno va orgoglioso. Non si capisce perché…” e ancora “I ritardi burocratici di Bagnoli, da completare in fretta” e “Battersi contro la privatizzazione dell’acqua”.

C’è mezza giunta Jervolino sparsa nella sala Dione della Stazione Marittima. Dal vice-Sindaco Santangelo a Graziella Pagano, e poi l’Assessore alla Legalità Luigi Scotti e quello allo Sviluppo, Mario Raffa. In prima fila c’è anche il vincitore mai proclamato delle primarie di Gennaio, Andrea Cozzolino. Presente uno dei suoi tre sfidanti: Nicola Oddati, Assessore comunale alla Cultura. Morcone sembra rivolgersi a lui quando parlando di “sviluppo attento ai più giovani, alla cultura” cita l’appuntamento cui Oddati ha molto lavorato: “Forse ci potrà aiutare molto il Forum delle culture nel 2013”. Spicca un’assenza importante: quella di Umberto Ranieri, candidato ‘sconfitto’ delle tramontate primarie. Il commissario Andrea Orlando: “Mi aveva assicurato che sarebbe stato presente, ad ogni modo Ranieri ha già in più occasioni manifestato il suo sostegno a Mario Morcone…” Nessun problema dunque ? “Credo e spero di no, mi pare evidente comunque, che qua oggi erano presenti tutte le forze che sostenevano Cozzolino e quelle che sostenevano Ranieri”.

Qualcuno sostiene che l’ex sottosegretario agli esteri si sarebbe aspettato un coinvolgimento maggiore dal partito. Un punto d’equilibrio da ricercare anche sul tema-rifiuti. Questi i binari su cui muoversi secondo Morcone: “Riduzione dei rifiuti, massimizzazione del riciclo attraverso la differenziata, minimizzazione del rifiuto da smaltire”. La conclusione affidata ad una frase di Don Primo Mazzolari e la parafrasi di Morcone: “Rischiamo di morire di prudenza in una Napoli che non vuole e non può attendere”. Il candidato lascia il palco tra gli applausi.

Tocca a D’Alema la sferzata sulle primarie. “Sarebbe errato scaricare le responsabilità di lacerazioni sul nostro candidato”. D’Alema conosce bene Mario Morcone. Nel settembre 1999, su indicazione dell’allora premier, il Prefetto fu nominato amministratore ONU della regione e della città di Mitrovica al confine tra Serbia e Kosovo, fino al termine del suo incarico nel marzo 2000. Anche perché Morcone "rappresenta un’opportunità importante per la città di Napoli, è un servitore dello Stato, non rappresenta un partito. “Il nostro candidato è la vera novità di questa campagna elettorale”. Poi arriva la stoccata a De Magistris: “Non mi è chiaro il perché l’Onorevole De Magistris prima abbia deciso di non partecipare alle primarie, poi ha deciso di candidarsi.”. I consigli di D’Alema sulla campagna elettorale: “Non gli sarà difficile farsi conoscere: gli basterà andare in giro, parlare con i napoletani. Parla la lingua di questa città, ne conosce i problemi…”. Il giudizio negativo dei napoletani ha portato a scelte diverse dal centro-sinistra in Regione e in Provincia. Scelte che per D’Alema: “Cominciano a deludere i napoletani perché chi si era presentato con ricette miracolistiche ha già dimostrato di non averne. Si parte dalla consapevolezza che c’è una difficoltà generale della politica ad affrontare i problemi di questa città. Napoli è una città da innovare. Si tratta di capire chi metterà in campo la proposta più innovativa, a mio avviso la proposta più nuova è proprio quella di un uomo che viene dall’amministrazione dello Stato, conosce ‘l’arte del governare’, dell’amministrare la ‘cosa pubblica’”.

Ma Lettieri candidato che può preoccupare? Il Presidente del Copasir non ha dubbi: “Rappresenta uno dei poteri ben conosciuto in città. Ho l’impressione che abbia difficoltà persino ad unire il suo mondo attorno alla sua persona. Non credo si tratti di una candidatura invincibile.”. Un’ultima battuta, il ‘leader Maximo’ la riserva per l’Udc: “Beh, considerando che in Regione e in Provincia sono alleati con la destra, la decisione di andare da soli al primo turno mi sembra un passo apprezzabile. Sono d’indole gradualista”. Peraltro è il ragionamento del presidente del Copasir: “Ci sarà un doppio turno, ci sarà una selezione delle candidature al primo turno, e poi si formerà una coalizione per governare. E Mario Morcone al secondo turno è in grado di aggregare una parte molto larga della città, e delle forze politiche”.

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