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De Magistris punta su Bagnoli: "Da qui il rilancio del Sud"

L'intervento del candidato a sindaco di Napoli durante un comizio pubblico. "Bagnoli abbandonata dopo la dismissione delle acciaierie. Abbiamo l'occasione di rilanciare la politica di tutto il Mezzogiorno"

Bagnoli? Un territorio abbandonato, soprattutto dopo la dismissione delle acciaierie e "dopo la stagione finita di una certa politica industriale che doveva aprire la pagina dello sviluppo di una delle zone più belle della città". Queste le parole di Luigi de Magistris, candidato a sindaco di Napoli intervenuto durante un comizio pubblico a Bagnoli al quale hanno partecipato la cittadinanza e i rappresentanti di alcune associazioni locali.

"Questa zona di Napoli ha ottenuto finanziamenti europei che nessun Paese dell'Ue ha mai ricevuto. Il fiume di miliardi che è arrivato in questa area, e che doveva far ripartire questa città rilanciandone lo sviluppo, è servito, invece, a creare la Bagnoli futura Spa inserendovi persone che erano ricche e che lo sono diventate ancora di più. Era necessario bonificare Bagnoli ma non è stato fatto, bisognava restituire il mare e le spiagge ai cittadini, ma non è stato fatto. Invece sono stati affidati subappalti, su cui mi auguro che la magistratura faccia accertamenti, in particolare sui destinatari, verificando a quali famiglie mafiose della provincia di Napoli sono stati affidati".


"Le consulenze, poi - ha aggiunto - sono state spartite 'per bene': al centrosinistra e al centrodestra, in modo che nessuno potesse protestare. Questo sistema è servito a riempire le tasche di un ceto dominante composto da poche persone ma che è forte. Immaginate se tutti quei soldi fossero stati gestiti, e sarà così se andremo a palazzo San Giacomo, in maniera diversa. Oggi, a partire da Napoli, abbiamo l'occasione di rilanciare la politica di tutto il Mezzogiorno. Dalle politiche industriali, e Bagnoli ne ha rappresentato una parte importante, passando per il nodo centrale dello sviluppo e del rilancio del settore turistico artistico e culturale, puntando sulla piccola e media impresa, sul Polo tecnologico e sul settore terziario. Per fare tutto questo, però, è necessario liberarsi dalla cappa, se non lo facciamo saranno sempre gli stessi a gestire i soldi facendovi credere che operano nell'interesse della collettività ma assecondando, in realtà, solo ed esclusivamente il proprio tornaconto".

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