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De Magistris-Lettieri nel salotto di Porta a Porta: ancora scintille in tv

L'ex pm: "Con me emergerebbe una nuova politica". Il commento del candidato Pdl: "Saremmo di fronte a un ritorno dei soviet"

La sfida tra Gianni Lettieri (Pdl) e Luigi De Magistris (Idv) per la poltorna di sindaco della città prosegue a colpi di quotidiani confronti in tv. Dopo le apparizioni a SkyTG24 e a "In mezz'ora" su Rai Tre, eccoli nel salotti di Bruno Vespa. E neanche a Porta a Porta sono mancate le scintille.

De Magistris, che ha confermato il no agli apparentamenti per il secondo turno, ha riproposto la sua ricetta rifiuti fatta di raccolta differenziata spinta con l'obiettivo del 70% in sei mesi e ribadito il suo no all'inceneritore di Napoli est. "Io - dice l'ex pm - non ho nulla a che fare con il centrosinistra che sui rifiuti ha le sue responsabilità". "Il tuo piano è uguale a quello dell'ex ministro dell' Ambiente Pecoraro Scanio - lo attacca Lettieri - Per arrivare al 70% di differenziata servono quattro anni. Credo, invece, che serva un accordo di almeno dieci mesi per conferire i rifiuti di Napoli ad un paese straniero".

Un paese dell'Unione Europea, ha precisato più tardi Lettieri non svelandone però il nome. De Magistris analizza il suo exploit e dice: "A Napoli la Federazione della sinistra e l'Idv hanno avuto un risultato straordinario, quindi credo che all'interno della giunta serva un processo utile a riequilibrare le parti, cosa che si fa soltanto allargando lo spettro degli ingressi. Nel caso in cui dovessi vincere io emergerebbe una nuova politica che non significa affatto antipolitica". "Saremmo di fronte a un ritorno dei soviet nel nostro Paese", la deduzione, invece, di Lettieri. "No, con me in giunta ci sarebbero anche liberali e moderati", la controreplica. Ma nella contesa è intervenuto nelle ultime ore anche Silvio Berlusconi con un messaggio affidato al sito del Pdl.


"Se volete tornare alla normalità - scrive il premier - e volete far ridiventare Napoli una città civile e vivibile", allora "la scelta non può essere quella di esponenti di quella sinistra estrema, rivoluzionaria, inquisitoria, giustizialista, che rappresenta il peggio del sistema politico italiano". Un appello che indica la volontà del centrodestra di radicalizzare lo scontro puntando sul pericolo rosso. (Ansa)

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