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Raffaele Di Monda presenta la sua candidatura come sindaco di Napoli

Intervista all'avvocato dopo l'intervento al Teatro Bellini: "Voglio parlare con la gente, ascoltare i loro problemi. Vorrei restituire ai napoletani il piacere di vivere questa terra, piacere che ci hanno tolto"

È raggiante e stremato al tempo stesso l’avvocato Raffaele Di Monda. Una grande soddisfazione riempire il Teatro Bellini, scelto come location per presentare la sua candidatura a sindaco di Napoli. Due le liste a  suo sostegno: “Insorgenza Civile” di Nando Dicè e PIN (Programma Innovazione Nazionale), nella quale confluirà la lista “Per il bene comune” di Lucio Righetti. Propongono un nuovo meridionalismo che vada “al di là delle ideologie e degli schieramenti.” “Chiederò un incontro pubblico agli altri candidati, quando verranno scelti a febbraio.” La stoccata a Saviano.

Avvocato Di Monda, come nasce la sua candidatura?

Semplice. Nasce dal fatto che io non voglio andare via da Napoli. Amo la mia città, vorrei che mia figlia crescesse qui, così come sono cresciuto io. E se non faccio io il sindaco me ne devo soltanto andare. È la verità, perché nessuno verrà qui a fare del bene. Credo di essere l’unica persona che ama talmente tanto Napoli che farà soltanto del bene per questa città e per i napoletani. Al resto non ci credo, quindi me ne vado.

A chi vi rivolgete?

La nostra forza è nel popolo. Nei quartieri a rischio (Scampia, Poggioreale, la Sanità). Sono tutte persone “del popolo” che lavorano in questi quartieri, impegnate nel sociale. Tante sono le realtà associative rappresentate dai nostri candidati.

Come si svolgerà la vostra campagna elettorale?

Voglio parlare con la gente, ascoltare i loro problemi. Incontri porta a porta e cose del genere: non possiamo permetterci i grandi manifesti. Chiederò inoltre un incontro pubblico agli altri candidati. Un forum aperto per un confronto con domande sui programmi concreti. Una novità per questa città.

Al momento però dovrà aspettare, il quadro politico è ancora in movimento.

Infatti i candidati verranno decisi a febbraio, come al solito, dalle segreterie dei partiti. Il quadro politico è incerto e prevedo una forte frammentazione alle prossime elezioni amministrative.

A cosa si riferisce quando parla di normalità?

Alzarsi la mattina e non doversi lamentarsi delle difficoltà di questa città: trasporti, parcheggi, sporcizia, sicurezza. Questa è la normalità: poter andare a lavoro in macchina e trovare il parcheggio, respirare aria più pulita e poter camminare la sera senza paura di scippi o rapine. Vorrei restituire ai napoletani il piacere di vivere questa terra, piacere che ci hanno tolto.

Punti programmatici: quali le stanno più a cuore?

Noi abbiamo studiato 30 città del mondo, abbiamo copiato i loro progetti  migliori e li abbiamo contestualizzati alla realtà napoletana, senza costi di fattibilità. I napoletani sono diventati insofferenti perché non ce la fanno più. La crisi economica ha colpito molto Napoli la gente non riesce ad arrivare alla fine del mese. Un nuovo welfare quindi. Applicare una norma europeaI soldi destinati per le politiche sociali non possono essere utilizzati per altre cose. I soldi devono essere spesi per le cose importanti e non per le feste di piazza. Per la sicurezza, ad esempio, abbiamo copiato Londra e il progetto di “vicinato sicuro”.

Come mai le critiche Roberto Saviano?

Perché la deve smettere di arricchirsi sulle spalle dei napoletani. I napoletani sono persone perbene. Perché i soldi che prende dalle televisioni non li da ai napoletani che muoiono di fame?

Tornando all’aspetto politico: le elezioni amministrative prevedono il doppio turno. Ad un eventuale ballottaggio chi sosterrete?

Al secondo turno? Saranno loro a doversi preoccupare. Noi andiamo per vincere, non vogliamo essere l’ago della bilancia di nessuno. Non ci ho pensato ancora, perché io voglio vincere al primo turno. Di sicuro non andrò a fare il Consigliere comunale. Il Consiglio Comunale non serve visto che è stato tenuto in piedi dal vice-presidente che era di Alleanza Nazionale.

Chi coinvolgerebbe in una sua eventuale giunta?

Sicuramente la gente del popolo. Ad esempio ad occuparsi di ambiente nominerei uno spazzino, non certo uno scienziato che magari non ha mai fatto niente.

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