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Elezioni, Morcone: "Mi candido per amore di questa città". L'intervista

Il prefetto sostenuto da PD, Sel e Verdi."Sono un uomo fortunato, era doveroso fare un passo in avanti. Voglio creare le condizioni affinché i giovani non debbano scappare via da Napoli"

"La mia è l'unica candidatura di discontinuità", afferma Mario Morcone, candidato a Sindaco di Napoli sostenuto da PD, Sel e Verdi. Dopo il ‘pasticcio’ delle primarie di gennaio, era proprio quello di cui c’era bisogno. Proprio la sua estraneità rispetto a quel capitolo è forse uno dei suoi punti di forza. Prefetto, 58 anni, prima di ‘tuffarsi’ in questa avventura è stato direttore dell’Agenzia per i beni confiscati alle mafie. Prima ancora, con D’Alema presidente del Consiglio, fu inviato come commissario in una regione del Kosovo, ma più recentemente ha ricoperto il ruolo di Commissario del comune di Roma, dopo le dimissioni di Veltroni nel 2008. Un servitore dello Stato, come si dice in questi casi. ‘Una sfida difficile’, oltre al candidato del Centrodestra Lettieri, dovrà sconfiggere anche la ‘concorrenza’ a sinistra, dell’ex pm Luigi de Magistris. L’intervista.

La sua candidatura nasce dalle ceneri delle primarie. Lei, chiaramente,  non ha responsabilità. Che idea si è fatto, di questo ‘incidente di percorso’? Cosa l’ha spinta a candidarsi a Sindaco?

È appunto una questione che non mi riguarda. La mia candidatura è nata dopo questa vicenda che io ho appreso solo leggendo i giornali, da Roma, dove ero impegnato nel mio lavoro di direttore dell'Agenzia per i beni confiscati alle mafie. Cosa mi ha spinto a candidarmi? Fondamentalmente l'amore per questa città. Sono un uomo fortunato, la mia carriera mi ha consentito di arrivare giovanissimo ai vertici dell'Amministrazione dello Stato. Ho pensato che ad un certo punto era doveroso fare un passo in avanti. E dunque fare qualcosa per la città che amo, Napoli.

Spesso si è parlato di  ‘discontinuità’ rispetto alle amministrazioni uscenti di centrosinistra che di certo non hanno brillato. Che tipo di discontinuità pensa di determinare anche in relazione ai rapporti con partiti che la sostengono?

La mia è l'unica candidatura di discontinuità, non essendo io un politico come De Magistris che è un europarlamentare eletto qualche anno fa o un imprenditore legato a doppio filo con la politica berlusconiana come Lettieri, il candidato voluto da Nicola Cosentino. Io non sono un politico e i partiti che sostengono questa candidatura, ovvero Pd, Sel, socialisti e Verdi, hanno anzitutto condiviso un programma e una linea generale: quella di una giunta di competenze. Così si chiama anche la mia lista civica: "Competenze per Napoli con Mario Morcone sindaco".

Passiamo ai programmi. Quali le priorità di Mario Morcone per la città di Napoli?

Sicuramente i rifiuti. L'emergenza che Berlusconi aveva detto non so quante volte di aver risolto oggi è sotto gli occhi di tutti. Il termovalorizzatore di Acerra non funziona a regime e vogliono farci credere che ne serve addirittura un altro a Napoli Est; la raccolta differenziata è inchiodata sotto il 20 per cento e io ho proposto di arrivare al 50 per cento in 100 giorni di amministrazione, mobilitando l'intera città. Poi, la questione della vivibilità con un gesto importante e simbolico: restituire ai napoletani e ai pendolari che affollano la città, piazza Garibaldi. E ancora: lotta contro la privatizzazione dell'acqua che deve restare in mano pubblica; una grande operazione di risanamento dei conti pubblici per contrastare un federalismo municipale concepito contro la città di Napoli, iniziando dal riassetto delle aziende partecipate con la dismissione delle società inutili alla mission del Comune. Infine, il tema della vivibilità: la chiusura dei tanti  cantieri ancora aperti, la restituzione di pezzi di città ai pedoni, chiudendoli al traffico veicolare. Ho la fortuna di aver creato con uno staff di giovani, docenti, attivisti e politici e un programma elettorale straordinario visibile sul mio sito.

Napoli è una città molto giovane. Quali politiche adottare per migliorare le condizioni di vita dei giovani napoletani?

Creando le condizioni affinché i giovani non debbano essere costretti a scappare via da Napoli. Questo lo si può fare attivando una serie di progetti che ora giacciono nei cassetti di Palazzo San Giacomo. Lo dico senza paura: occorre rivedere completamente il rapporto con i privati, nella massima trasparenza e rispetto delle normative, penso al Piano regolatore generale, ma senza lasciare i progetti a marcire. È evidente che il Comune non può fare tutto da solo, ma deve favorire le piccole e grandi imprese che vogliono investire o i giovani che vogliono mettersi in proprio, creando rapide condizioni di risposta degli uffici. E poi, l'artigianato e il turismo, due miniere con un potenziale gigantesco e sicuramente non sviluppato appieno. A questo associo inoltre l'apertura di nuove piazze cittadine per internet wi-fi, la creazione di una carta giovani per sconti e facilitazioni nelle strutture comunali e non.

Campagna elettorale. Quali le sue considerazioni circa la campagna elettorale che sta per volgere al termine?

Una campagna in salita sicuramente, ma entusiasmante: nonostante i miei avversari abbiano speso molti più soldi, ed è evidente dal numero di cartelloni pubblicitari, manifesti, volantini, spot pubblicitari eccetera, la gente capisce chi ha delle idee concrete per cambiare Napoli e chi invece si affida alla semplice demagogia, come quella di indicare un ex calciatore come assessore o affidarsi a giacobinismi prospettando un improbabile "assalto" a Palazzo San Giacomo per un presunto "ricambio d'aria". Quello che mi preoccupa in queste ore che precedono il voto è proprio l'operazione elettorale: ho di recente incontrato il prefetto di Napoli, uomo di straordinaria qualità, per chiedergli la massima attenzione; so che farà al meglio la sua parte. Il problema è quello di sempre: il centrodestra di Lettieri che non ha saputo garantire rispetto ai precedenti penali di alcuni esponenti delle sue liste come si comporterà?

Il rapporto con i suoi competitors ? Anche alla luce di eventuali alleanze in vista di un ipotetico ballottaggio?

Li ho conosciuti più o meno tutti, qualcuno è sinceramente simpatico e cordiale come il rettore Pasquino, altri in questo contesto elettorale lo sono di meno. Comunque ognuno fa la sua corsa, io faccio la mia. Per un eventuale secondo turno ragioneremo a risultato acquisito.

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